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	<title>San Martino Archivi | Ecomuseo Bianzone</title>
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	<title>San Martino Archivi | Ecomuseo Bianzone</title>
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		<title>LA CHIESA DI SAN MARTINO: UN LUOGO CHIUSO CHE HA DIRITTO DI RIOTTENERE IL RICONOSCIMENTO CHE MERITA</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 06:29:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In passato&#8230;. il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino.  La chiesa di San Martino ha origini altomedievali. È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia. Da anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/la-chiesa-di-san-martino-un-luogo-chiuso-che-ha-diritto-di-riottenere-il-riconoscimento-che-merita/">LA CHIESA DI SAN MARTINO: UN LUOGO CHIUSO CHE HA DIRITTO DI RIOTTENERE IL RICONOSCIMENTO CHE MERITA</a> proviene da <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it">Ecomuseo Bianzone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In passato&#8230;.</p>
<p><strong><em>il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino</em>. </strong></p>
<p>La chiesa di San Martino ha origini altomedievali.</p>
<p>È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia.</p>
<p>Da anni la chiesa è chiusa al pubblico, è stata addirittura sconsacrata e la campana, fusa da Gregorio Quadrio di Ponte in Valtellina nel 1591 e donata da Gianluigi Pergola, è stata tolta.</p>
<p>Malgrado ciò la gente di Bianzone mantiene un legame forte per questo luogo sacro posto al confine con Villa di Tirano, nella zona in cui sorgeva in origine il paese. Sono ancora vivi nelle persone più anziane i ricordi relativi ai festeggiamenti per <strong>San Gottardo</strong>:</p>
<p><strong><em>All&#8217;inizio di maggio si celebrava la messa dedica a S. Gottardo nella chiesa di San Martino. Sul sagrato c&#8217;erano le bancarelle ed era una festa importante soprattutto per i bambini, che potevano godere, almeno per un giorno, della vista di tanti giocattoli e in qualche caso c&#8217;era anche la possibilità di portarne a casa almeno uno. </em></strong></p>
<p>Il dolce tipico di questa festa era la pipa rossa.</p>
<p>Ogni anno per valorizzare questo bene sacro viene allestito il presepe nell&#8217;ossario di struttura settecentesca ora totalmente spoglio, un tempo completamente dipinto. Tra le varie raffigurazioni spiccava un caprone simbolo del diavolo, al quale i genitori ricorrevano per incutere paura ai figli qualora fossero tornati a casa tardi la notte.</p>
<p>L&#8217;interno della chiesa, a un&#8217;unica navata coperta con diverse volte, è spoglia. Permangono tracce di pittura settecentesca nella parete di sinistra dove era posto l&#8217;altare di San Gottardo, nel presbiterio e soprattutto in sagrestia. Qui è ancora ben visibile l&#8217;immagine di San Martino a cavallo che taglia il mantello per coprire il povero.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seconda metà degli anni 70 del 1900 fu oggetto di </span><span style="font-weight: 400;">importanti lavori di restauro</span> <span style="font-weight: 400;">fortemente voluti dal parroco di allora <strong>Don Virginio</strong></span> <span style="font-weight: 400;"><strong>Zubiani</strong> che voleva riaprirla al culto</span><span style="font-weight: 400;">. Fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">tetto</span><span style="font-weight: 400;"> della chiesa e dell’ossario, sostituite le </span><span style="font-weight: 400;">vetrate</span><span style="font-weight: 400;">, posizionata la canalizzazione, pitturata la </span><span style="font-weight: 400;">facciata</span><span style="font-weight: 400;"> principale, riparato il </span><span style="font-weight: 400;">portone</span><span style="font-weight: 400;">, rimossa la fontana in cemento deteriorata e sostituita dall’attuale </span><span style="font-weight: 400;">fontanella</span><span style="font-weight: 400;"> incassata nel muro del sagrato. All’interno fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">cornicione</span><span style="font-weight: 400;"> e </span><span style="font-weight: 400;">l’impianto elettrico</span><span style="font-weight: 400;"> ed erano state preparate le lastre di pietra per rifare il </span><span style="font-weight: 400;">pavimento</span><span style="font-weight: 400;"> che furono poi posizionate dal parroco Don Bruno Rocca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante tutti questi lavori la Chiesa di S. Martino non è più stata riaperta.</span></p>
<p>La luminosità, l&#8217;acustica e la posizione accessibile in auto, a piedi e in bicicletta, la rendono un luogo potenzialmente adatto per la fruizione ai visitatori.</p>
<p>cit. tratte da:</p>
<ul>
<li>libro &#8216;Quando volavano le lucciole &#8211; volume 2&#8217; di Vanda Cerveri</li>
<li>guida &#8216;Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade&#8217; di Gianluigi Garbellini</li>
</ul>
<p>Foto dell&#8217;11 aprile 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/la-chiesa-di-san-martino-un-luogo-chiuso-che-ha-diritto-di-riottenere-il-riconoscimento-che-merita/">LA CHIESA DI SAN MARTINO: UN LUOGO CHIUSO CHE HA DIRITTO DI RIOTTENERE IL RICONOSCIMENTO CHE MERITA</a> proviene da <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it">Ecomuseo Bianzone</a>.</p>
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