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	<title>storia Archivi | Ecomuseo Bianzone</title>
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	<title>storia Archivi | Ecomuseo Bianzone</title>
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		<title>MESSA PER SAN BERNARDO</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/messa-per-san-bernardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 16:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bratta]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[san bernardo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 23 agosto 2026 si è tenuta la Santa Messa dedicata al patrono di Bratta San Bernardo celebrata da Don Tullio e Don Federico parroco di Madonna di Tirano. Nemmeno lo smottamento in località Mutagagia ha fermato i fedeli dall&#8217;appuntamento che ripete annualmente e fino a una decina di anni fa veniva organizzata una festa della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 23 agosto 2026 </strong>si è tenuta la Santa Messa dedicata al patrono di Bratta San Bernardo celebrata da Don Tullio e Don Federico parroco di Madonna di Tirano.</p>
<p>Nemmeno lo smottamento in località Mutagagia ha fermato i fedeli dall&#8217;appuntamento che ripete annualmente e fino a una decina di anni fa veniva organizzata una festa della durata di due giorni che attirava centinaia di persone. Ecco quello che veniva raccontato nell&#8217;archivio dell&#8217; Ecomuseo:</p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Anche quest’anno la festa patronale di S. Bernardo ha attirato tantissime persone che han raggiunto la caratteristica frazione percorrendo la tortuosa e panoramica </span><a href="https://docs.google.com/document/d/15vBmpYYafJST1J3tvLDzgdk-Dv12378fpYW6uscoIIE/edit?usp=sharing"><span style="font-weight: 400;">strada della Bratta</span><span style="font-weight: 400;">.</span></a></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Tutto esaurito nel tradizionale pranzo che ha avuto come protagonisti  sciat, pizzoccheri e polenta preparati e serviti egregiamente come ogni anno dai numerosi componenti della famiglia Marantelli che vanta con orgoglio i propri natali nella bellissima contrada.</span></em></p>
<p><em><b>Dalla locandina</b><span style="font-weight: 400;">:</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Sabato 18 agosto, alle ore 19: cena all’aperto e al coperto con </span><span style="font-weight: 400;">sciat, affettato, salsicce, braciole.</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Domenica 19 agosto, alle ore 11.30: S. Messa</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Ore 12.30: pranzo all’aperto e al coperto con </span><span style="font-weight: 400;">pizzoccheri, polenta, salsicce, braciole, spiedoni.</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Nel pomeriggio giochi a sorpresa con la partecipazione straordinaria di PAOLO ARGENTO </span></em><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Dopo un’accoglienza di tal fatta, come non partecipare alla lotteria dai ricchi premi per contribuire alla sistemazione della </span><a href="https://docs.google.com/document/d/1kug02OFwU3URgQyxGS2Z61qfqEl2hX4McSI7Kx7EPBc/edit?usp=sharing"><span style="font-weight: 400;">Chiesa della Bratta.</span></a></em></p>
<p>Ora Don Tullio ha comunicato ai presenti che è stato redatto un progetto da presentare in Curia proprio relativo al recupero del campanile e dell&#8217;ala nord della chiesa.</p>
<p>Foto da archivio di Vanda Cerveri e della giornata di oggi di Monica Gastaldini</p>
<p>Archivio:</p>
<ul>
<li><a href="https://docs.google.com/document/d/1P9Pp6fNRuyZwUjFD_wLW-1hFeIqhA_lovi-I3PqKB6w/edit?usp=sharing">Festa di San Bernardo 2012</a></li>
<li><a href="https://docs.google.com/document/d/1QzCRTSUIiBBnQ-sLmjVTza1IJFa-l4Uh9Q0Ae12lxrc/edit?usp=sharing">Festa di San Bernardo 2013</a></li>
<li><a href="https://docs.google.com/document/d/1ZTdVtWcD8Ye1GzlT2jxAnqPP9A2OFi3Qerqe5lVX_2E/edit?usp=sharing">Festa di San Bernardo 2014</a></li>
</ul>
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		<title>TRENTESIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI DON VIRGINIO ZUBIANI</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/trentesimo-anniversario-dalla-morte-di-don-virginio-zubiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 21:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[don virginio]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 18 giugno 1996 la Comunità di Bianzone perdeva il suo Parroco, Don Virginio Zubiani. Il Consiglio pastorale di Bianzone e dei confratelli ha pubblicato un volume in suo ricordo. Don Virginio viene descritto non come una figura distante o solenne, ma come un sacerdote &#8220;super-attivo&#8221;, concreto, semplice e profondamente umano, capace di sorridere e di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 giugno 1996 la Comunità di Bianzone perdeva il suo Parroco, Don Virginio Zubiani.</p>
<p><span data-path-to-node="1,0">Il Consiglio pastorale di Bianzone e dei confratelli</span><span data-path-to-node="1,2"> ha pubblicato un volume in suo ricordo. </span></p>
<p><span data-path-to-node="1,2">Don Virginio viene descritto non come una figura distante o solenne, ma come un sacerdote &#8220;super-attivo&#8221;, concreto, semplice e profondamente umano, capace di sorridere e di arrabbiarsi per il bene della sua comunità</span><span data-path-to-node="1,4">.</span></p>
<p id="p-rc_95d11067ed57ae79-25" data-path-to-node="3,0,0"><span data-path-to-node="3,0,0,0">Durante i suoi 23 anni di servizio a Bianzone, è stato un punto di riferimento instancabile</span><span data-path-to-node="3,0,0,2">. Si è dedicato con tenacia al restauro di monumenti religiosi locali, in particolare il Santuario della Madonna del Piano e la chiesa di San Siro, vedendo in queste opere non solo &#8220;mattone&#8221;, ma un modo per rivitalizzare la fede e la comunità</span><span data-path-to-node="3,0,0,4">.</span></p>
<p id="p-rc_95d11067ed57ae79-26" data-path-to-node="3,1,0"><span data-path-to-node="3,1,0,0">La sua visione della vita era radicata nell&#8217;esperienza di cappellano militare durante la seconda guerra mondiale; nei suoi ricordi emerge una profonda cura spirituale per i soldati sofferenti e una dedizione alla memoria dei caduti, che considerava un atto di fede e un insegnamento di fratellanza da tramandare ai giovani</span><span data-path-to-node="3,1,0,2">.</span></p>
<p id="p-rc_95d11067ed57ae79-27" data-path-to-node="3,2,0"><span data-path-to-node="3,2,0,0">Don Virginio ha mantenuto un legame indissolubile con le suore Dorotee di Cemmo, che considerava compagne di battaglia, e ha nutrito una profonda stima per i confratelli e per la gente di Bianzone, che chiamava costantemente &#8220;fratelli&#8221;, anche quando il rapporto risultava talvolta complesso o segnato da incomprensioni</span><span data-path-to-node="3,2,0,2">.</span></p>
<p data-path-to-node="3,2,0">Nel suo testamento redatto il 30 luglio 1990 scriveva:</p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Pensando da credente che l&#8217;ora della morte sia assai vicina e per l&#8217;età avanzata e per tanti acciacchi insorgenti è tempo di esprimere le mie ultime volontà. Accetto innanzitutto di fare la volontà di Dio, l&#8217;accetto chiedendo alla Madonna il suo aiuto materno e misericordioso di morire nella grazia del suo Figlio e nostro fratello e nella Comunione della Chiesa cattolica. </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Almeno in morte vorrei essere capace di <strong>dare ai miei fedeli</strong> <strong>di Bianzone il buon esempio</strong>, di darlo a coloro che mi hanno trattato e accettato come prete e di darlo anche a quelli che hanno visto più l&#8217;uomo che il prete che curava più i suoi interessi che quelli delle anime e della Parrocchia. Mi esprimo con la mia povera, incerta, tremante calligrafia, ma dentro c&#8217;è l&#8217;anima e la convinzione ferma e cosciente di distaccarmi da tutto ciò che possa nuocere alla vita dello spirito. Di distaccarmi da quanto possiedo non mi è stato facile, perché pensavo che avrei potuto averne bisogno. </span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Al funerale mio voglia pensare la mia gente di Bianzone senza gravare sui miei che allo zio hanno sempre e solo dato.</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Rinunzio con sacrificio d&#8217;essere sepolto vicino alla mamma e ai miei per essere gettato come possibile seme in una fossa comune nel camposanto di Bianzone in questa terra che ho tanto amata. </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Mi sarebbe piaciuto riposare a Madonna del Piano, ma ci vuole ben altro!&#8230;</span></em></p>
<ul>
<li><em><span style="font-weight: 400;">Chiedo tanto <strong>spirito di servizio</strong> al nuovo parroco e alle suore. </span></em></li>
<li><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Chiedo di salvare a qualsiasi costo la Scuola Materna con le suore</strong> pregando Madre Myriam Pedrotti di non abbandonare Bianzone.</span></em></li>
<li><strong><em>Chiedo di salvare il gruppo del canto, il gruppo della catechesi parrocchiale, il gruppo liturgico, chiedo che il gruppo (prezioso gruppo) delle donne dei fiori e delle pulizie, continui anche col nuovo parroco.</em></strong></li>
<li><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Chiedo di non far più paura al prete con insulti, bestemmie e minacce di ogni genere</strong>; il prete perdona, ma si perdoni anche il prete se non è più di tanto. </span></em></li>
<li><em><span style="font-weight: 400;">Chiedo di non aver paura del prete e di non pretendere di tenerlo al guinzaglio impedendogli di entrare nelle istituzioni, in quelle almeno che sono anche sue; don Virginio crede di essere stato il prete di tutti e credeva di aver diritto di cittadinanza; non riesce a condividere la parrocchia nella parrocchia senza il prete. Mi si perdoni, ma per questo ho anche sofferto e d&#8217;altra parte il mio testamento vuol essere la voce del padre a figli e figlie, a fratelli e sorelle per il bene comune. Condivido con profondo rispetto il pluralismo politico e il concorso dei partiti al governo dei concittadini con vero spirito di servizio, ma non condivido la condotta di quei cattolici che non sanno perdonare e si nascondono nel segreto per atti di vendetta.</span></em></li>
<li><em>Chiedo a Diego Castelanelli, prezioso collaboratore e amico sincero, di recapitare alla mia morte questo testamento al Vicario Foraneo e di tenerne copia e di collaborare col mio successore e coi consiglieri d&#8217;amministrazione della Parrocchia per onesta interpretazione delle ultime mie volontà, a meno che si presentino subito aberranti.</em></li>
</ul>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Grazie dell&#8217;edificazione e aiuto ricevuto a Mondadizza, Mazzo, Grosio, Tovo, Lovero specialmente, Vervio, Rogorbello, e poi finalmente a Bianzone come un ricuperato di don Gino Menghi. Grazie e riconoscenza ai confratelli della zona di Tirano a cui mi sento tanto legato.</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Grazie a chi mi ha aiutato a Sondalo.</span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Bianzone salvi il presepio vivente</strong>, espressione di fede e di unità. Vorrei poter morire con il conforto e la grazia dei Sacramenti. </span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Perdono, perdono fratelli e sorelle. </span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Vi benedico e basta chiasso intorno alla mia povera persona. </span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Vostro d. Virginio Zubiani.</span></em></p>
<p>Qui di seguito il testo integrale: <a href="https://drive.google.com/file/d/1EWCB3JgRW3-mgtjQQ5y-0Uvauoez6fSn/view?usp=sharing">IN RICORDO DI DON VIRGINIO ZUBIANI</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/trentesimo-anniversario-dalla-morte-di-don-virginio-zubiani/">TRENTESIMO ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI DON VIRGINIO ZUBIANI</a> proviene da <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it">Ecomuseo Bianzone</a>.</p>
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		<title>1 MAGGIO 1993 &#8211; IL QUOTIDIANO &#8216;IL GIORNO&#8217; PARLAVA DI BIANZONE</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/1-maggio-1993-il-quotidiano-il-giorno-parlava-di-bianzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 05:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[bianzone]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei ritrovamenti di archivio è emerso un articolo che risale a 33 anni fa e che parla del borgo di Bianzone, delle sue origini, di alcuni suoi punti di interesse e dei progetti che l&#8217;Amministrazione di allora aveva in programma di fare. Eccone qui sotto una sintesi: Bianzone: Tra Storia, Fede e Tradizione Agricola Bianzone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/1-maggio-1993-il-quotidiano-il-giorno-parlava-di-bianzone/">1 MAGGIO 1993 &#8211; IL QUOTIDIANO &#8216;IL GIORNO&#8217; PARLAVA DI BIANZONE</a> proviene da <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it">Ecomuseo Bianzone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei ritrovamenti di archivio è emerso un articolo che risale a 33 anni fa e che parla del borgo di Bianzone, delle sue origini, di alcuni suoi punti di interesse e dei progetti che l&#8217;Amministrazione di allora aveva in programma di fare. Eccone qui sotto una sintesi:</p>
<h4 data-path-to-node="2">Bianzone: Tra Storia, Fede e Tradizione Agricola</h4>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-61" data-path-to-node="3"><span data-path-to-node="3,1"><span class="citation-155">Bianzone è un antico borgo valtellinese di circa </span><b data-path-to-node="3,1" data-index-in-node="49"><span class="citation-155">1.300 abitanti</span></b> </span><span data-path-to-node="3,4"><span class="citation-154">, situato su un conoide a monte della strada statale dello Stelvio</span></span><span data-path-to-node="3,6">. </span><span data-path-to-node="3,8"><span class="citation-153">Un tempo meta di villeggiatura per nobili e borghesi </span></span><span data-path-to-node="3,11"><span class="citation-152">, il paese conserva oggi un fascino d&#8217;altri tempi, dove la vita scorre con ritmi più lenti rispetto alla frenesia moderna</span></span><span data-path-to-node="3,13">.</span></p>
<h4 data-path-to-node="4">Le Radici tra Mistero e Documenti Storici</h4>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-62" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,1"><span class="citation-151">L&#8217;origine del nome Bianzone resta in parte un mistero</span></span><span data-path-to-node="5,3">. </span><span data-path-to-node="5,5"><span class="citation-150">Mentre alcuni studiosi ipotizzano radici etrusche, altri suggeriscono una derivazione romana dal nome proprio </span><i data-path-to-node="5,5" data-index-in-node="110"><span class="citation-150">Blandius</span></i></span><span data-path-to-node="5,7">.</span></p>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-63" data-path-to-node="6"><span data-path-to-node="6,1"><span class="citation-149">La nascita ufficiale del borgo è però fissata a un momento preciso: l&#8217;</span><b data-path-to-node="6,1" data-index-in-node="70"><span class="citation-149">8 febbraio 1100</span></b></span><span data-path-to-node="6,3">. </span><span data-path-to-node="6,5"><span class="citation-148">In quella data, le sorelle Nalucia e Pagana Della Torre donarono la chiesa di San Siro all&#8217;arciprete di Bormio</span></span><span data-path-to-node="6,7">. </span><span data-path-to-node="6,9"><span class="citation-147">Il legame con Bormio durò fino al 1521, quando la parrocchia di Bianzone si rese indipendente</span></span><span data-path-to-node="6,11">.</span></p>
<h4 data-path-to-node="7">Fede e Territorio: Il Santuario della Madonna del Piano</h4>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-64" data-path-to-node="8"><span data-path-to-node="8,1"><span class="citation-146">Uno dei simboli più forti della comunità è il Santuario della Madonna del Piano, la cui storia è legata a un evento del </span><b data-path-to-node="8,1" data-index-in-node="120"><span class="citation-146">1675</span></b></span><span data-path-to-node="8,3">.</span></p>
<ul>
<li id="p-rc_3d791e25037b8f29-65" data-path-to-node="9,0,1"><span data-path-to-node="9,0,1,0"><b data-path-to-node="9,0,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-145">L&#8217;apparizione</span></b><span class="citation-145">: Il 26 marzo di quell&#8217;anno, la Vergine apparve in sogno a Battista dei Flagelli, chiedendo la costruzione di una chiesa</span></span><span data-path-to-node="9,0,1,2">.</span></li>
<li data-path-to-node="9,0,1"><span data-path-to-node="9,1,1,0"><b data-path-to-node="9,1,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-144">Protezione dalle acque</span></b><span class="citation-144">: Nel corso dei secoli, il santuario è diventato il punto di riferimento per i cittadini durante le frequenti alluvioni dei torrenti provenienti dalle Valli di Boalzo</span></span><span data-path-to-node="9,1,1,2">.</span></li>
<li data-path-to-node="9,0,1"><b data-path-to-node="9,2,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-143">Il restauro</span></b><span class="citation-143">: Per preservare la facciata monumentale, la strada statale è stata spostata più a sud, liberando l&#8217;edificio dai detriti e dalle strutture che lo soffocavano</span><span data-path-to-node="9,2,1,2">.</span></li>
</ul>
<h4 data-path-to-node="10">Un Patrimonio d&#8217;Arte e Architettura</h4>
<p data-path-to-node="11">Il centro abitato offre diverse testimonianze storiche di pregio:</p>
<ul>
<li id="p-rc_3d791e25037b8f29-68" data-path-to-node="12,0,1"><span data-path-to-node="12,0,1,0"><b data-path-to-node="12,0,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-142">Chiesa di San Siro</span></b><span class="citation-142">: Un monumento d&#8217;arte romanica a pianta a croce latina, con un campanile decorato da bifore e trifore e una facciata barocca</span></span><span data-path-to-node="12,0,1,2">.</span></li>
<li id="p-rc_3d791e25037b8f29-68" data-path-to-node="12,0,1"><span data-path-to-node="12,1,1,0"><b data-path-to-node="12,1,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-141">Palazzo Besta-Lambertenghi</span></b><span class="citation-141">: Una residenza di campagna celebre per i suoi draghi in ferro battuto sui cornicioni e per le sale interne affrescate con soggetti della </span><i data-path-to-node="12,1,1,0" data-index-in-node="164"><span class="citation-141">Gerusalemme Liberata</span></i></span><span data-path-to-node="12,1,1,2">.</span></li>
<li id="p-rc_3d791e25037b8f29-70" data-path-to-node="12,2,1"><span data-path-to-node="12,2,1,0"><b data-path-to-node="12,2,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-140">Tenuta &#8220;La Gatta&#8221;</span></b><span class="citation-140">: Una sobria palazzina al centro di una tenuta vinicola, simbolo della storica dedizione locale per la produzione del vino</span></span><span data-path-to-node="12,2,1,2">.</span></li>
</ul>
<h4 data-path-to-node="13">L&#8217;Economia: Dal Vino alle Mele</h4>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-71" data-path-to-node="14"><span data-path-to-node="14,1"><span class="citation-139">La storia di Bianzone è intrinsecamente legata alla terra</span></span><span data-path-to-node="14,3">. </span><span data-path-to-node="14,5"><span class="citation-138">Se durante il dominio grigionese il </span><b data-path-to-node="14,5" data-index-in-node="36"><span class="citation-138">vino</span></b><span class="citation-138"> era la principale attrattiva commerciale</span></span><span data-path-to-node="14,8"><span class="citation-137">, nel tempo si è assistito a una riconversione verso la </span><b data-path-to-node="14,8" data-index-in-node="56"><span class="citation-137">coltivazione delle mele</span></b></span><span data-path-to-node="14,10">. </span><span data-path-to-node="14,12"><span class="citation-136">Questo cambiamento ha portato alla nascita di cooperative per gestire le proprietà terriere che, a causa delle eredità, erano state frammentate eccessivamente</span></span><span data-path-to-node="14,14">.</span></p>
<h4 data-path-to-node="15">Verso il Futuro: Sport e Giovani</h4>
<p id="p-rc_3d791e25037b8f29-72" data-path-to-node="16"><span data-path-to-node="16,1"><span class="citation-135">Sotto l&#8217;amministrazione del sindaco Mauro Castelanelli, il comune guarda al 2000 puntando sui giovani per contrastare l&#8217;emigrazione verso i centri più grandi</span></span><span data-path-to-node="16,3">.</span></p>
<ul>
<li id="p-rc_3d791e25037b8f29-73" data-path-to-node="17,0,1"><span data-path-to-node="17,0,1,0"><b data-path-to-node="17,0,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-134">Infrastrutture</span></b><span class="citation-134">: Sono stati realizzati investimenti per circa 400 milioni di lire per un nuovo campo sportivo polifunzionale e 325 milioni per una palestra in via Roma</span></span><span data-path-to-node="17,0,1,2">.</span></li>
<li data-path-to-node="17,0,1"><b data-path-to-node="17,1,1,0" data-index-in-node="0"><span class="citation-133">Ambiente</span></b><span class="citation-133">: Il comune ha avviato la raccolta differenziata dei rifiuti in collaborazione con il dinamico Centro parrocchiale</span><span data-path-to-node="17,1,1,2">.</span></li>
</ul>
<p>Bianzone si presenta così come un borgo che, pur orgoglioso del proprio passato agricolo e nobiliare, cerca di offrire nuove opportunità alle nuove generazioni affinché possano continuare a vivere nella terra dei propri avi.</p>
<p>Leggere testimonianze del passato ha il suo fascino perchè ci permette di fare un paragone con il presente. Alcune cose sono state realizzate, ma ancora oggi diversi problemi permangono come la sicurezza stradale e lo spopolamento dei piccoli centri abitati. La strada davanti è ancora lunga, ma la gente di Bianzone, come è detto nell&#8217;articolo, <em>quando c&#8217;è da lavorare lavora</em>!</p>
<p>Da segnalare anche le pagine pubblicitarie relative ad alcune aziende, negozi e locali del passato, che, in parte non ci sono più. In merito a ciò se qualcuno avesse foto o informazioni in merito a negozi e botteghe presenti una volta in paese lasciatele in Comune o mandale all&#8217;indirizzo email dell&#8217;Ecomuseo: <a href="mailto:info@ecomuseoterrazzeretiche.it">info@ecomuseoterrazzeretiche.it</a> Serviranno alla Scuola Primaria per un progetto di mappatura degli antichi mestieri presenti un tempo a Bianzone.</p>
<p><em>Foto d&#8217;archivio rinvenute in Biblioteca e legate all&#8217;inaugurazione della Palestra e della Biblioteca durante il Mandato del Sindaco Mauro Castelanelli e immagini di repertorio del Palio delle contrade e del centro estivo di qualche anno fa.</em></p>
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		<title>40 ANNI DI TERZA ETÀ</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 19:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[La Gatta]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[terza età bella età]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quarant’anni di incontri, gite, solidarietà e, soprattutto, di amicizia. L’associazione &#8220;Terza Età Bella Età&#8221; ha celebrato martedì 21 aprile il suo quarantesimo anniversario di fondazione. Per l’occasione, 64 soci (sui 105 tesserati totali) si sono ritrovati presso la Tenuta La Gatta per un pranzo conviviale a base di specialità tipiche valtellinesi, segnando un momento di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant’anni di incontri, gite, solidarietà e, soprattutto, di amicizia. L’associazione &#8220;Terza Età Bella Età&#8221; ha celebrato <strong>martedì 21 aprile</strong> il suo quarantesimo anniversario di fondazione. Per l’occasione, 64 soci (sui 105 tesserati totali) si sono ritrovati presso la Tenuta La Gatta per un pranzo conviviale a base di specialità tipiche valtellinesi, segnando un momento di profonda unione per la comunità locale.</p>
<p><strong>Una storia nata nel 1986</strong><br />
Il presidente Salvatore Scordari, visibilmente emozionato, ha ripercorso le tappe di un viaggio iniziato nel 1986, quando, da poco arrivato in paese, accettò la sfida di guidare il gruppo incoraggiato dalla moglie Claudia Mevio e i suoi nuovi amici valtellinesi. Nel suo discorso, Scordari ha voluto rendere omaggio ai soci fondatori, consegnando un dono ai presenti e ai familiari di chi non c’è più.</p>
<p>Tra i nomi ricordati con un caloroso applauso figurano i<strong> fondatori Igino Ronchi, Iolanda Castelanelli, Bruna Garzetti, Laura Nemesi, Stella Augugliaro, Alberto Giudice, Franco Paggi, Erica Zucchetti e Marisa Delle Coste</strong>.</p>
<p>Un riconoscimento speciale è andato anche all&#8217;attuale <strong>staff del direttivo — Bruna Fiorina, Franca Gosatti, Loretta Caligari, Renato Gusmeroli e Riccarda Negrini </strong>— motore instancabile delle attività associative.</p>
<p><strong>Il valore della saggezza</strong><br />
A portare i saluti dell’Amministrazione Comunale è stata il vicesindaco Luana Dorsa, che ha letto un intervento focalizzato sul significato profondo della &#8220;Terza Età&#8221;. &#8220;<em>Siete preziosi per la nostra comunità</em>&#8220;, ha esordito, sottolineando come l’associazione sia un<br />
esempio di &#8220;continuo divenire&#8221; capace di unire generazioni diverse attraverso il desiderio di stare insieme. Il vicesindaco ha inoltre lodato la vitalità dei soci, citando anche il gruppo di cammino interno al sodalizio.</p>
<p><strong>Progetti per il domani</strong><br />
Nonostante l’importante ricorrenza, lo sguardo è già rivolto al futuro. Il presidente Scordari ha espresso l’auspicio che l&#8217;apertura verso i giovani e le altre realtà del paese, avviata negli ultimi anni, possa consolidarsi ulteriormente. &#8220;S<em>pero che nuove persone si uniscano </em><br />
<em>a noi con nuovo entusiasmo e nuove idee</em>&#8221; , ha concluso il presidente, dando simbolicamente appuntamento a tutti tra dieci anni per festeggiare insieme il mezzo secolo di vita dell’associazione.</p>
<p>Foto d&#8217;archivio di Igino Ronchi e Franca Gosatti</p>
<p>Foto del 21 aprile 2026 di Franca Gosatti</p>
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		<title>LA CHIESA DI SAN MARTINO: UN LUOGO CHIUSO CHE HA DIRITTO DI RIOTTENERE IL RICONOSCIMENTO CHE MERITA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/la-chiesa-di-san-martino-un-luogo-chiuso-che-ha-diritto-di-riottenere-il-riconoscimento-che-merita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 06:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[punto di interesse]]></category>
		<category><![CDATA[San Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In passato&#8230;. il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino.  La chiesa di San Martino ha origini altomedievali. È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia. Da anni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In passato&#8230;.</p>
<p><strong><em>il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino</em>. </strong></p>
<p>La chiesa di San Martino ha origini altomedievali.</p>
<p>È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia.</p>
<p>Da anni la chiesa è chiusa al pubblico, è stata addirittura sconsacrata e la campana, fusa da Gregorio Quadrio di Ponte in Valtellina nel 1591 e donata da Gianluigi Pergola, è stata tolta.</p>
<p>Malgrado ciò la gente di Bianzone mantiene un legame forte per questo luogo sacro posto al confine con Villa di Tirano, nella zona in cui sorgeva in origine il paese. Sono ancora vivi nelle persone più anziane i ricordi relativi ai festeggiamenti per <strong>San Gottardo</strong>:</p>
<p><strong><em>All&#8217;inizio di maggio si celebrava la messa dedica a S. Gottardo nella chiesa di San Martino. Sul sagrato c&#8217;erano le bancarelle ed era una festa importante soprattutto per i bambini, che potevano godere, almeno per un giorno, della vista di tanti giocattoli e in qualche caso c&#8217;era anche la possibilità di portarne a casa almeno uno. </em></strong></p>
<p>Il dolce tipico di questa festa era la pipa rossa.</p>
<p>Ogni anno per valorizzare questo bene sacro viene allestito il presepe nell&#8217;ossario di struttura settecentesca ora totalmente spoglio, un tempo completamente dipinto. Tra le varie raffigurazioni spiccava un caprone simbolo del diavolo, al quale i genitori ricorrevano per incutere paura ai figli qualora fossero tornati a casa tardi la notte.</p>
<p>L&#8217;interno della chiesa, a un&#8217;unica navata coperta con diverse volte, è spoglia. Permangono tracce di pittura settecentesca nella parete di sinistra dove era posto l&#8217;altare di San Gottardo, nel presbiterio e soprattutto in sagrestia. Qui è ancora ben visibile l&#8217;immagine di San Martino a cavallo che taglia il mantello per coprire il povero.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seconda metà degli anni 70 del 1900 fu oggetto di </span><span style="font-weight: 400;">importanti lavori di restauro</span> <span style="font-weight: 400;">fortemente voluti dal parroco di allora <strong>Don Virginio</strong></span> <span style="font-weight: 400;"><strong>Zubiani</strong> che voleva riaprirla al culto</span><span style="font-weight: 400;">. Fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">tetto</span><span style="font-weight: 400;"> della chiesa e dell’ossario, sostituite le </span><span style="font-weight: 400;">vetrate</span><span style="font-weight: 400;">, posizionata la canalizzazione, pitturata la </span><span style="font-weight: 400;">facciata</span><span style="font-weight: 400;"> principale, riparato il </span><span style="font-weight: 400;">portone</span><span style="font-weight: 400;">, rimossa la fontana in cemento deteriorata e sostituita dall’attuale </span><span style="font-weight: 400;">fontanella</span><span style="font-weight: 400;"> incassata nel muro del sagrato. All’interno fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">cornicione</span><span style="font-weight: 400;"> e </span><span style="font-weight: 400;">l’impianto elettrico</span><span style="font-weight: 400;"> ed erano state preparate le lastre di pietra per rifare il </span><span style="font-weight: 400;">pavimento</span><span style="font-weight: 400;"> che furono poi posizionate dal parroco Don Bruno Rocca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante tutti questi lavori la Chiesa di S. Martino non è più stata riaperta.</span></p>
<p>La luminosità, l&#8217;acustica e la posizione accessibile in auto, a piedi e in bicicletta, la rendono un luogo potenzialmente adatto per la fruizione ai visitatori.</p>
<p>cit. tratte da:</p>
<ul>
<li>libro &#8216;Quando volavano le lucciole &#8211; volume 2&#8217; di Vanda Cerveri</li>
<li>guida &#8216;Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade&#8217; di Gianluigi Garbellini</li>
</ul>
<p>Foto dell&#8217;11 aprile 2026</p>
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		<title>26 MARZO 1675: LA MADONNA APPARVE A GIAN BATTISTA DE&#8217; FLAGELLI</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/26-marzo-1675-la-madonna-apparve-a-gianbattista-de-flagelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 20:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Piano]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è l&#8217;anniversario dell&#8217;Apparizione della Madonna del Piano di Bianzone! Questo evento, al contrario del vicino Santuario della Madonna di Tirano, non è mai stato riconosciuto ufficialmente, tuttavia è stata trovata una memoria su pergamena che parla de &#8220;L&#8217;Apparizione&#8221;. Il Manoscritto in questione è stato ritrovato nel 1911 in casa Fornonzini-Confortola, ora sede della scuola [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="font-weight: 400;">Oggi è l&#8217;anniversario dell&#8217;Apparizione della Madonna del Piano di Bianzone! </span></h4>
<h4><span style="font-weight: 400;">Questo evento, al contrario del vicino Santuario della Madonna di Tirano, non è mai stato riconosciuto ufficialmente, tuttavia è stata trovata una memoria su pergamena che parla de </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;L&#8217;Apparizione&#8221;. Il </span><span style="font-weight: 400;">Manoscritto in questione è stato ritrovato nel 1911 in casa Fornonzini-Confortola, ora sede della scuola dell&#8217;Infanzia, dal sacerdote Federico Cattaneo, coadiutore con il titolo di economo spirituale della Madonna del Piano, e restituito all&#8217;archivio parrocchiale. Il testo dice:</span></h4>
<h4><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Ad maiorem Dei gloriam et Beatissimae Virginis. Mariae. Ad perpetuam rei memoriam</strong></span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></em></h4>
<h4><em><span style="font-weight: 400;">“Correndo l&#8217;anno mille seicento settantacinque a dì 6 del mese di aprile Battista de Flagelli, o sia Fragiti di Bianzone, huomo semplice e timorato di Dio, mentre il Rev. Prevosto usciva di casa per andare a celebrare la Santa Messa, m&#8217;incontrò sulla porta della mia habitazione in Canonica, tutto pensieroso e salutandomi, disse che aveva meco da discorrere di cosa importante e io li dissi: e che avete a dirmi?  </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Soggiunse pieno di rossore che non ardiva palesarlo, perché essendo huomo peccatore, non sapeva se gl&#8217;avrebbe creduto, ma ad ogni modo che non lo poteva tacere, perché, dopo d&#8217;averlo saputo non poteva aver requie, né riposo se non lo rivelava. Io lo supplicai dire allegramente pensando mi volesse discorrere d&#8217;altro, ed egli aggiunse:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La verità si è che alli 26 del mese di Marzo ultimo passato, che era il primo giorno dopo l&#8217;Annuntiatione di Maria sempre Vergine, dopo d&#8217;essermi raccomandato a Dio e alla sua SS. Madre Maria sul principio della notte, circa le due hore, essendo io nel letto, svegliato, viddi risplendere la povera e nera casa, nella quale io son solito dormire con raggi e splendori maggiori di quelli del Sole, anzi parea che fosse tutta la casa di oro finissimo, sentii in quel mentre nell&#8217;animo mio tanto piacere, che parea fossi in Paradiso e fra tante delizie, e splendori udii una voce, e pareami fosse Maria Vergine, se ben la viddi, che mi disse, va, annuntia al Prevosto ed a questo popolo di Bianzone che a mio honore facciano alzare un altare e ridur a stato più onorevole, il mio tempio situato quinci in questo Piano, digli che se ciò faranno li prometto la mia benedizione e protezione, altrimenti si guardino dai castighi che lei sopprastano e in quel mentre essendo io infermo di rottura intestinale, mi sentii risanato come hora pur sono sano e credo veramente che fosse la Beatissima Vergine sebbene io non la discernessi fra tanti splendori, e dissi non me lo crederanno, e fui avvisato che io dovessi incominciare a condurr sassi e pietre e contribuire qualche cosa della mia povertà, così io promisi darle due some di vino, e subito condussi alcune carra di pietre e così in quel mentre partì quel grande splendore: ho tardato fin adesso perché non ardiva dirlo, essendo io persona abbietta, povero e gran peccatore, ma non trovando riposo fui sforzato dirlo, e mi offerisco sopportar qualsiasi tormento per confermatione di questa verità. </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Allora li dissi che dovesse cercare li sig. Agenti di Bianzone, ed egli mi rispose che io glielo volessi dire da sua parte e che s&#8217;offeriva comparire ad affermar il tutto; fra tanto andai a celebrar la Santa Messa e dopo ne parlai coi RR. miei Signori Canonici, cioè il R Sig. B. Bario Besta, R. Sig.P. Antonio Zanina, col sig. P. Carlo Adda e col R. Sig. P. Giov. Nodari i quali con altre persone  andarono separatamente a ritrovar il Battista per informari della verità e a tutti replicò l&#8217;istesso, e doppo pochi giorni feci istanza che si ragunasse il Consiglio di questa Mag.ca Coità che io volevo discorrergli di tal successo, così nel detto Consiglio avendo io esposto il tutti come di sopra, li dissi che circa tal apparizione io non poteva canonicamente approvarla perché ciò s&#8217;aspetta ai Sig. Superiori, ma ad ogni modo, che essendo cosa pia et santa, il ridur a più honorevole stato quella Chiesa, era bene non mostrarsi contrari, e che facendo questo ad honore di Maria Vergine, non potevan aspettare se non assai bene.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Così quel Magico Consiglio determinò l&#8217;adherir a questi aiuti come segue&#8230;&#8221;</span></em></h4>
<p>Dopo l&#8217;Apparizione avvenuta nella casa umile e annerita di Battista De Flagelli, sita vicino a Piazza Vanoni, si diede inizio a un grandioso progetto di ampliamento delle chiesa del Piano che portò anche alla realizzazione dell&#8217;attuale facciata monumentale che spicca alla vista di chi giunge da Sondrio.</p>
<p>L&#8217;evento è raccontato nei seguenti volumi:</p>
<ul>
<li>&#8216;Da Un&#8217;Ave Maria all&#8217;altra&#8217; di Vanda Cerveri</li>
<li>Bianzone &#8211; Il santuario di Madonna del Piano di Dante Sosio</li>
<li>Bianzone scrigni d&#8217;arte e di cultura a cura di Emanuela Cerveri</li>
<li>Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade di Gianluigi Garbellini</li>
</ul>
<p>Annualmente viene inoltre ricordato sul sito <a href="https://immaculate.one/la-madonna-del-giorno-26-marzo-1675-madonna-del-piano-apparizione-di-bianzone-sondrio/">Mary The Immaculate One </a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SPETTACOLO TEATRALE SU NINO BIBBIA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/spettacolo-teatrale-su-nino-bibbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 07:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[nino bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo venuti a conoscenza di questo spettacolo dopo la cerimonia del quarantesimo anniversario della Madonna del Piano. Abbiamo contattato gli organizzatori che ci hanno comunicato che sarebbero venuti ad Aprica. Noi a Bianzone non abbiamo un palco e le attrezzature adatte per ospitarli ma andremo in rappresentanza sabato 21 FEBBRAIO alle ore 21 proprio qui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gE iv gt">
<p>Siamo venuti a conoscenza di questo spettacolo dopo la cerimonia del quarantesimo anniversario della Madonna del Piano. Abbiamo contattato gli organizzatori che ci hanno comunicato che sarebbero venuti ad Aprica. Noi a Bianzone non abbiamo un palco e le attrezzature adatte per ospitarli ma andremo in rappresentanza <strong>sabato 21 FEBBRAIO alle ore 21</strong> proprio qui <strong>ad Aprica, presso la sala congressi del centro direzionale</strong>. Una cosa possiamo condividere con voi su questa rappresentazione. Tutto nasce nel 2020 da un progetto di una classe di scuola secondaria di secondo grado di Milano. I ragazzi dovevano preparare due pagine di sceneggiatura su uno sportivo che ha lasciato il segno come atleta e come uomo. I lavori poi sono stati valutati da una giuria di professionisti nel mondo dello spettacolo, del giornalismo e dello sport e l’opera che è stata premiata è stata proprio questa! Come premio le due pagine scritte dallo studente sono diventate una sceneggiatura vera e propria che da diverso tempo viene presentata al pubblico. Sabato per la prima volta verrà in Valtellina. Venite numerosi a vederla. Nel mentre vi lasciamo un articolo scritto da Vanda Cerveri tratto dal vecchio sito che parla proprio di Nino Bibbia:</p>
</div>
<div class="">
<div id=":1b4" class="ii gt">
<div id=":1b5" class="a3s aiL">
<div id="avWBGd-252">
<div><a href="https://docs.google.com/document/d/11BfxobtiUzuXN5L5qH-pQ_iJ5Y3nfHMkqmrp23HpMDE/edit?usp=drivesdk" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://docs.google.com/document/d/11BfxobtiUzuXN5L5qH-pQ_iJ5Y3nfHMkqmrp23HpMDE/edit?usp%3Ddrivesdk&amp;source=gmail&amp;ust=1771745173987000&amp;usg=AOvVaw2uGg_K9qxGN26zDODBnZCP">https://docs.google.com/<wbr />document/d/<wbr />11BfxobtiUzuXN5L5qH-pQ_<wbr />iJ5Y3nfHMkqmrp23HpMDE/edit?<wbr />usp=drivesdk</a></div>
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		<title>GIORNATA DELLA MEMORIA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/giornata-della-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 19:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[don cirillo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>27 gennaio 2026 &#8211; Giornata della Memoria Per rendere omaggio a tutte le vittime dell’Olocausto condivido uno stralcio della testimonianza di Don Cirillo, parroco di Bratta per 19 anni, che nel periodo della Shoah aiutò diversi ebrei, ex soldati disertori e nemici dei fascisti. Per la lettura integrale andate al link: RICORDI DI GUERRA… ’Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto"><strong>27 gennaio 2026 &#8211; Giornata della Memoria</strong></div>
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<div dir="auto">Per rendere omaggio a tutte le vittime dell’Olocausto condivido uno stralcio della testimonianza di Don Cirillo, parroco di Bratta per 19 anni, che nel periodo della Shoah aiutò diversi ebrei, ex soldati disertori e nemici dei fascisti. Per la lettura integrale andate al link: <a href="https://docs.google.com/document/d/1S2qT1tWMV12D-8hj6jG9YHbfJriPVyDat7kQVV_BG5g/edit?usp=sharing">RICORDI DI GUERRA</a>…</div>
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<div dir="auto"><em>’Il 9 o 10 di settembre 1943 arrivarono i soldati tedeschi a Tirano, silenziosa e mezza deserta; incontrai in bicicletta, al ponte del Poschiavino il primo reparto a piedi e con profondo rammarico pensai: &#8220;Ecco che arrivano!&#8221;. Immediatamente Don Giuseppe Carozzi di Motta mi inviò ottanta Ebrei da Aprica (dove erano confinati da mesi), donne, bambini, uomini con valige da indirizzare in Svizzera. Parlai prima con il Brigadiere della Guardia di Finanza a Campione sopra Bratta. Essi li presero sotto la loro protezione, li accompagnarono e poi, con loro, si rifugiarono tutti oltre confine. Da quel giorno molte persone salirono a Bratta e per espatriare; parecchie bussarono anche alla mia porta di giorno e di notte. Passò anche un nutrito gruppo di ex soldati italiani che si rifugiarono in Svizzera: erano trafelati; mia sorella Maria preparò loro una pentola di thè, che fu molto gradito.</em></div>
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<div dir="auto"><em>Ricordo che, una notte, Zeno Colò, famoso sciatore d&#8217;altri tempi, arrivò a casa mia. Anche lui era un ex soldato e fuggitivo….’</em></div>
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		<title>CAPODANNO DI UNA VOLTA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/capodanno-di-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 19:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È la notte di Capodanno. Salutiamo il 2025 con delle foto fatte il 31 dicembre 2020 quando il desiderio più grande per l’anno nuovo era far sparire il covid. Ma vi siete mai chiesti cosa facevano nei nostri paesi le persone di 100 anni fa? Ecco una testimonianza scritta da Vanda Cerveri: BIANZONE, anni ’50: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">È la notte di Capodanno. Salutiamo il 2025 con delle foto fatte il 31 dicembre 2020 quando il desiderio più grande per l’anno nuovo era far sparire il covid.</div>
<div dir="auto">Ma vi siete mai chiesti cosa facevano nei nostri paesi le persone di 100 anni fa?</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ecco una testimonianza scritta da Vanda Cerveri:</div>
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<div dir="auto"><strong>BIANZONE, anni ’50: Capodanno nella stalla</strong></div>
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<div dir="auto">Flash back di vita vissuta: “Gh&#8217;è temp, gh&#8217;è temp..” (c&#8217;è tempo, c&#8217;è tempo..)</div>
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<div dir="auto">“Stasira am specia l’an noef, sa fa festa e sa va a lec&#8217; tardi” (Questa sera aspettiamo l’anno nuovo, si fa festa e si va a letto tardi) è la frase che sento ripetere già dal mattino.</div>
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<div dir="auto">L’idea mi piace molto anche perché in casa mia di solito si va a letto quasi subito dopo aver mangiato la minestra e la parola festa viene pronunciata solo quando si parla della domenica o di altri giorni in cui c’è la messa.</div>
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<div dir="auto">La giornata è più lunga del solito perché non vedo l’ora che si faccia buio. E il buio finalmente arriva. Si cena tutti insieme e, stranamente, la mia mamma non insiste come al solito per farmi mangiare di più. I miei fratelli sono già grandi e se ne vanno per conto loro. Dicono che faranno il giro del paese con i soci (amici) per fermare l’anno vecchio.</div>
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<div dir="auto">Ci si prepara.</div>
<div dir="auto">La mamma mette nel scoss (che è il grembiule senza pettorina, legato in vita e tenuto sollevato per i lembi) un po’ di mele, alcune pere, qualche noce, alcuni grappoli d’uva bianca dagli acini piccoli che portano bene, dice lei, se si mangiano a capodanno e alcune brasciadeli (ciambelle di pane secco).</div>
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<div dir="auto">Io porto il mio bel giornalino, il dono che Gesù Bambino mi ha portato perché la mia maestra che si chiama Lidia gli ha detto che ho fatto la brava a scuola.</div>
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<div dir="auto">Il papà va in cantina a riempire al lìtru (boccale panciuto, bianco e blu di terracotta) con del vino buono, quello più vecchio che, come dice spesso, al fa resuscità anca i mòort, tenuto in una botticella a parte. Prende anche alcune luganeghi (salsicce secche) e un pezzo di formaggio di quello vecchio.</div>
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<div dir="auto">Poi con un grande scialle di lana sulle spalle e tenendoci ben stretti, si va insieme, quasi di corsa per via del freddo pungente, nella nostra stalla, un locale rustico senza finestre, stretto e lungo con le pareti annerite dagli anni, dove c’è sempre un bel calduccio per la presenza delle mucche e degli altri animali.</div>
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<div dir="auto">Si entra cercando di chiudere in fretta la porta per non far passare il freddo e poi ci si siede sopra un mucchio di paglia. L’aria è molto umida e viziata. Anche se è impregnata dal tipico odore di stallatico, a me non dà fastidio perché, come dice la mamma, è cosa del tutto naturale.</div>
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<div dir="auto">In fondo alla stalla ci sono le due mucche legate alla mangiatoia. Sono già sdraiate e ruminano in continuazione. Sembra che stiano mangiando la cicca. Quando si girano verso di noi, per un attimo smettono di masticare restando immobili. Ma, appena il papà si rivolge loro chiamandole per nome: “Ehi, Bionda tranquila, l’è tut a post..”. “Bucc, che ma cùntat? Éh?”, si tranquillizzano e riprendono a muovere la bocca col solito ritmo.</div>
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<div dir="auto">Il vitellino, un po’ più in là, non riesce a stare fermo, si alza, si sdraia, e poi si alza ancora, mi guarda e sembra che mi voglia comunicare qualcosa. Io allora mi avvicino, gli dico di star buono, lo accarezzo un po’ e così lui lentamente ritorna a sdraiarsi.</div>
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<div dir="auto">In un angolo c’è il très (piccolo recinto di assi) con il ciùn (maiale) che non riesco mai a vedere bene se non quando mi faccio sollevare dal papà per guardar giù. Quello che mi piace di più del mio ciùn è il suo codino a forma di ricciolo. Anche se non lo vedo, ogni tanto lo sento, grunf … grunf … che si avvicina al truogolo per sorbire rumorosamente un po’ della sua colubbia (brodaglia) spruzzandone dappertutto anche oltre le assicelle.</div>
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<div dir="auto">Sopra il mugèl de la gràsa (mucchio di letame di giornata) le galline stanno appollaiate, immobili, su dei pali orizzontali fissati al muro. Ogni tanto, però, una o l’altra perde l’equilibrio, urtando quella più vicina e creando così uno scompiglio generale. Io mi diverto nel vedere le loro acrobazie per riprendere il loro posto e resto lì, sadicamente, in attesa di assistere alla loro caduta in massa sul letame, ma ogni volta rimango delusa perché, quasi per magia, dopo tanto subbuglio e trambusto, tutto si ricompone.</div>
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<div dir="auto">Sfoglio il Corrierino dei piccoli, anche se la luce fioca della lampadina troppo sporca non mi permette di leggere più di tanto. La mamma come sempre fa calza e il papà sistema li stropi (spallacci) della gerla, lui trova sempre qualcosa da fare anche nella stalla.</div>
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<div dir="auto">“Ueih, ga siif? Am sa scià!” (Ci siete? Siamo arrivati!)</div>
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<div dir="auto">La porta si socchiude e il papà: “Vignin a la svelta! Serì fo subit che li vachi i ciapa frec&#8217; e dopu adiu lac&#8217;!” (Entrate in fretta.. Chiudete subito altrimenti le mucche prendono freddo e dopo addio latte!)</div>
<div dir="auto">Sono i vicini: la Rosa Ciapèta, al Lurenzin, la Delina Peciàta, la Mighina Peregascia, al Gim. Si accomodano con noi sulla paglia. Anche loro hanno portato qualcosa da mangiare. La Rosa appoggia su an del scagn de mulsc (sgabello per mungere) un involto che mi incuriosisce.</div>
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<div dir="auto">Toglie il mantìn (tovagliolo) e appaiono alcuni bei pani coi fichi e le noci, freschi di giornata, o meglio ancora caldi di forno che mi fanno proprio venire l’acquolina in bocca! Io allungo la mano per prenderne un pezzetto. “Gh&#8217;è temp, gh&#8217;è temp .. (C’è tempo, c’è tempo)” mi dicono tutti in coro. E la Rosa ricopre tutto quel ben di Dio. Per non pensarci mi immergo nelle immagini del mio giornalino e dialogo un po’ con i personaggi dei fumetti.</div>
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<div dir="auto">A un certo punto i toni delle voci diventano accesi.</div>
<div dir="auto">Si parla della strada della Bratta che stanno costruendo e dei problemi che ci sono stati per via del tracciato. Il mio papà ripete spesso che lui è tra quelli che han dovuto perdere più terreno..</div>
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<div dir="auto">“Porca miseria, iè pasà cun dù curvi su an del mè e i m’ha tirà fo an bèl po de camp e po’, se andavi miga a Sundri a reclamà, li curvi ièra trè!!”</div>
<div dir="auto">(Per la miseria, son passati con due curve sulla mia proprietà e mi han tolto un bel pezzo di campo e poi, se non andavo a Sondrio a reclamare, le curve erano tre)</div>
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<div dir="auto">“Però, cun la strada no(v)a – aggiunge subito dopo &#8211; adès an pol purtà a cà al fee e li tartifuli multu mèi de prima, perché li vachi li fa(v)a trop fadiga a tira su al car da li Guarnèli”</div>
<div dir="auto">(Però con la strada nuova, adesso si può portare a casa il fieno e le patate molto meglio di prima, perché le mucche facevano troppa fatica a tirare il carro salendo da via Guarnelle)</div>
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<div dir="auto">Subito metto da parte il giornalino e mi sistemo ben bene nella paglia. Mi piace sentire i grandi che parlano. La serata si anima sempre di più con le discussioni degli uomini che tra una pausa e l’altra fanno una bevuta di vino passandosi il lìtru da uno all’altro. Già, sono sempre loro a tener banco.</div>
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<div dir="auto">Le donne a malapena riescono a inserirsi nei loro discorsi e, appena accennano qualcosa, subito vengono zittite perché “quisti i’ è robi de um e miga de femni” (queste son cose da uomini, non da donne). E allora chiacchierano un po’ tra di loro.</div>
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<div dir="auto">Io però ascolto solo gli uomini.</div>
<div dir="auto">Mi diverte osservarli mentre discutono perché si arrabbiano, fanno delle facce buffe, gesticolano, si spostano, si alzano e si siedono in continuazione …</div>
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<div dir="auto">La guerra passata da pochi anni è sempre l’argomento di cui si parla di più.</div>
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<div dir="auto">Un’occhiata a chi parla e una ai buscèi cui fich… cerco di non lasciarmi sfuggire nemmeno una parola. I loro discorsi diventano sempre più ricchi di particolari, si fanno Immagini e io con la fantasia, pian piano entro da protagonista nei loro racconti …</div>
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<div dir="auto">E così scappo insieme ai partigiani sulle montagne, mi arrampico con gli Ebrei verso il Colle, inciampo, cado, mi rialzo.. corro con i fascisti inseguita dai partigiani … sento gli spari dei Tedeschi, vedo l’aereo che bombarda la stazione di Bianzone, sento i lamenti della maestra colpita a morte … sono anch’io lì con lei, urlo, cerco di scappare, ma qualcuno mi trattiene e non ci riesco, non ce la faccio più neanche a gridare … sento ripetere il mio nome …</div>
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<div dir="auto">Apro gli occhi e … e meno male!!! vedo la mamma che mi augura buon anno e mi dice di alzarmi perché bisogna andare a “messa prima”. Mi guardo intorno e mi accorgo con sollievo che sono nel mio letto.</div>
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<div dir="auto">“Ma.. ‘l buscèl?..l’anno nuovo.. la festa??”</div>
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<div dir="auto">“Ieri sera ti sei addormentata in stalla, ta sé propi la solita durmentuna! Sul tavolo giù in cucina c’è un bel buscelin tutto per te. La festa? Quando si sta in pace e in salute e si sta bene insieme è sempre festa!”</div>
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<div dir="auto">La mamma apre le ante. Fuori sta nevicando e io sono felice.</div>
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<div dir="auto">SU UN QUADERNETTO DELL’EPOCA SI LEGGE:</div>
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<div dir="auto">“[&#8230;] l&#8217;ultima sera dell&#8217;anno, a Bianzone si usava mettere attraverso alle strade legni, sassi, spini, filo di ferro, carri, cavalletti, fascine di legna ed altro. Si faceva questo per tentare di fermare l&#8217;anno che se ne stava andando.</div>
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<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Alcuni bontemponi, sempre nell&#8217;ultima sera dell&#8217;anno, entravano in qualche stalla, staccavano una bestia e la conducevano in un&#8217;altra lontana da lì. Così i due padroni delle stalle si trovavano uno con una bestia di più e l&#8217;altro con una bestia di meno.</div>
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<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">La bestia che esce dalla stalla simboleggia l’anno vecchio che se ne va e la bestia che entra, l’anno nuovo che arriva”.</div>
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<div dir="auto">Buon 2026 dai membri dell’Ecomuseo delle Terrazze Retiche di Bianzone</div>
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		<title>CONCERTO D&#8217;ALTRO CANTO</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/concerto-daltro-canto/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 20:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[don virginio]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Piano]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 settembre 2025 un nutrito numero di persone ha assistito al concerto ‘Innalza il tuo cuore’ del gruppo vocale D’Altro Canto di Tirano diretto da Gabriella Perfetto e accompagnato al piano da Mirco Franchetti e alla chitarra Umberto Clementi. Il titolo è stato scelto appositamente per il fatto che le persone che vengono in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Il 13 settembre 2025 un nutrito numero di persone ha assistito al concerto ‘Innalza il tuo cuore’ del gruppo vocale D’Altro Canto di Tirano diretto da Gabriella Perfetto e accompagnato al piano da Mirco Franchetti e alla chitarra Umberto Clementi. Il titolo è stato scelto appositamente per il fatto che le persone che vengono in visita al Santuario tendono ad alzare lo sguardo sia all’esterno verso la facciata principale sia all’interno per ammirare gli affreschi legati all’Assunzione di Maria o agli stucchi presenti sugli altari laterali ad esempio. Al termine innalzare è stato dato anche un significato simbolico legato agli anni Settanta quando Don Virginio Zubiani, insieme a un gruppo di cittadini, ha iniziato una dura lotta, testimoniata nel volume <a href="https://drive.google.com/file/d/1g2Cs1cTm8CmuwhzapmL-wGhad-ejd-cn/view?usp=sharing">LA MADONNA DEL PIANO è IN PERICOLO,</a>  per cercare di far aprire gli occhi alla gente e ottenere i fondi per restaurare la chiesa dentro e fuori e spostare addirittura la strada!</div>
<div dir="auto">Il concerto, come ha detto bene uno degli ultimi brani cantati, ha voluto essere una festa del cuore nel cuore di tutti noi. Protagonista è stata la Madonna descritta come donna e come madre, individuata nelle preghiere provenienti dal mondo o nei gesti quotidiani di un’anziana o una giovane in difficoltà.</div>
<div dir="auto">I presenti hanno inoltre avuto modo di ammirare la mostra e, molti di loro rivedersi, in più di 400 foto e diversi documenti legati alla storia del Santuario.</div>
</div>
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<div dir="auto">Foto di Rodolfo Crapella e Dorsa Luana</div>
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