In passato….
il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino.
La chiesa di San Martino ha origini altomedievali.
È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia.
Da anni la chiesa è chiusa al pubblico, è stata addirittura sconsacrata e la campana, fusa da Gregorio Quadrio di Ponte in Valtellina nel 1591 e donata da Gianluigi Pergola, è stata tolta.
Malgrado ciò la gente di Bianzone mantiene un legame forte per questo luogo sacro posto al confine con Villa di Tirano, nella zona in cui sorgeva in origine il paese. Sono ancora vivi nelle persone più anziane i ricordi relativi ai festeggiamenti per San Gottardo:
All’inizio di maggio si celebrava la messa dedica a S. Gottardo nella chiesa di San Martino. Sul sagrato c’erano le bancarelle ed era una festa importante soprattutto per i bambini, che potevano godere, almeno per un giorno, della vista di tanti giocattoli e in qualche caso c’era anche la possibilità di portarne a casa almeno uno.
Il dolce tipico di questa festa era la pipa rossa.
Ogni anno per valorizzare questo bene sacro viene allestito il presepe nell’ossario di struttura settecentesca ora totalmente spoglio, un tempo completamente dipinto. Tra le varie raffigurazioni spiccava un caprone simbolo del diavolo, al quale i genitori ricorrevano per incutere paura ai figli qualora fossero tornati a casa tardi la notte.
L’interno della chiesa, a un’unica navata coperta con diverse volte, è spoglia. Permangono tracce di pittura settecentesca nella parete di sinistra dove era posto l’altare di San Gottardo, nel presbiterio e soprattutto in sagrestia. Qui è ancora ben visibile l’immagine di San Martino a cavallo che taglia il mantello per coprire il povero.
Nella seconda metà degli anni 70 del 1900 fu oggetto di importanti lavori di restauro fortemente voluti dal parroco di allora Don Virginio Zubiani che voleva riaprirla al culto. Fu rifatto il tetto della chiesa e dell’ossario, sostituite le vetrate, posizionata la canalizzazione, pitturata la facciata principale, riparato il portone, rimossa la fontana in cemento deteriorata e sostituita dall’attuale fontanella incassata nel muro del sagrato. All’interno fu rifatto il cornicione e l’impianto elettrico ed erano state preparate le lastre di pietra per rifare il pavimento che furono poi posizionate dal parroco Don Bruno Rocca.
Nonostante tutti questi lavori la Chiesa di S. Martino non è più stata riaperta.
La luminosità, l’acustica e la posizione accessibile in auto, a piedi e in bicicletta, la rendono un luogo potenzialmente adatto per la fruizione ai visitatori.
cit. tratte da:
- libro ‘Quando volavano le lucciole – volume 2’ di Vanda Cerveri
- guida ‘Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade’ di Gianluigi Garbellini
Foto dell’11 aprile 2026