
Suggestivo anello escursionistico per appassionati con buon allenamento che salendo di quota permette di immergersi nella natura, ascoltare i suoi silenzi, le sue voci e perdersi nei suoi profumi godendo di panorami e vedute davvero uniche.

Splendidi scenari all’ombra dei pini e dei larici accompagnano l’escursionista, che può godere di ambienti incontaminati e di oasi di pace.

Il percorso segue il tracciato del Sentiero del Sole.

Stretta e ripida mulattiera, era l’unica via di collegamento tra Bratta e Bianzone insieme ad alcuni sentieri. Negli anni ’50 del 1900 iniziò la costruzione di una nuova strada carrabile, che raggiunse la frazione nel 1971.

Fino al 1977, anno in cui fu realizzata la strada carrabile di Piazzeda, la frazione era raggiungibile solo con una vecchia mulattiera erta e sconnessa, la Strada vegia, che si inerpica nelle vigne tra i Mur Bianc e poi si addentra nel bosco, offrendo la possibilità di immergersi totalmente nella natura.

La Via del Vino è un percorso da fare a ritmo lento, gustando l’eccezionale e delizioso spettacolo dei terrazzamenti che da secoli caratterizza la costiera di Bianzone, paragonabile – come ha scritto qualcuno – a un mirabile presepe creato dall’uomo.

Molti sono i segni della fede che caratterizzano il paese di Bianzone, che conta ben sette chiese (includendo anche quelle delle frazioni), affreschi su varie facciate delle case e, dislocate sulle strade che dall’abitato vanno verso i prati e i campi, le santelle che testimoniano ancora oggi la fede di chi viveva nelle nostre contrade. Alle entità religiose a cui erano dedicate si chiedeva protezione e aiuto nei momenti difficili e conforto negli eventi dolorosi della vita.

I büi sono gli antichi lavatoi utilizzati nei secoli scorsi, oltre che per attingere acqua, per il lavaggio dei panni. Questo itinerario attraversa il paese toccando i vari punti in cui erano e sono tuttora presenti le fontane, autentici centri di socialità nella vita del borgo in passato.

Il percorso delle dimore dal sapore antico ci conduce alla riscoperta di due tipologie di condizioni sociali in cui vivevano gli abitanti del paese, ben evidenti nella diversità degli alloggi: le misere case contadine (che erano la quasi totalità) e quelle patrizie.