IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

Fino agli anni ’50 le voci, i suoni, i rumori e i gesti dei vari mestieri riempivano le corti e le contrade. 

Il fare e il lavoro inteso come interazione diretta tra l’uomo e la natura esprimevano un senso dell’esistenza in cui ognuno si sentiva artefice e partecipe del proprio mondo diversamente di quanto succede al giorno d’oggi in cui ci sentiamo sempre meno partecipi, responsabili e “attori” della realtà che ci circonda, ma soltanto frequentatori  e fruitori.

Nell’ambito del progetto ecomuseale: “Mappare Bianzone”, gli alunni della scuola, col progetto “Impara l’arte e mettila da parte” hanno scoperto i vecchi mestieri che in passato venivano svolti in paese, ne hanno appreso i gesti e conosciuto attrezzi e procedimenti, con l’aiuto di esperti e delle persone che si sono resi disponibili. Il lavoro durato un anno ha portato alla realizzazione di un “Vocabolario degli attrezzi del mestiere” e, all’inizio dell’anno scolastico successivo all’organizzazione degli ‘angoli dei mestieri” nel giardino del Palazzetto Besta. 

Luciana Colombini, insegnante della scuola primaria, così scrive:

Si è trattato di un laboratorio all’aperto dove i bambini, travestiti a dovere, individualmente o a gruppi, hanno svolto gli antichi mestieri che un tempo caratterizzavano Bianzone.
Il ciabattino, il fabbro, il maniscalco, il falegname, il contadino sono i più classici, ma non è mancato chi affilava i coltelli e le falci, chi costruiva scope, chi tagliava la legna, chi rastrellava il fieno, chi f
ilava, chi cardava. C’erano anche gli ambulanti come lo spazzacamino, l’ombrellaio, lo straccivendolo, lo stagnino, personaggi buffi e curiosi che ben si prestavano ad essere interpretati e che un tempo svolgevano la loro mansione girando per i paesi. 

È stato bello osservare con quanta passione i bambini hanno imitato gli antichi gesti ed è stato ancor più bello vedere alcuni genitori o nonni che, seduti vicini, cercavano di insegnare i “trucchi del mestiere”. 
Infatti, il messaggio che con questo progetto si è voluto dare è ancora una volta quello di recuperare il passato per conoscere le proprie  tradizioni che purtroppo vanno scomparendo.

Con questa immagine che qualcuno tra il pubblico ha definito “un quadro” termina questa piacevole giornata che ha esaltato il gusto e l’arte nelle sue varie forme e che ha fatto rivivere ai partecipanti più attempati momenti piacevoli del proprio passato.

Il vocabolario illustrato degli antichi mestieri è reperibile presso la sede dell’Ecomuseo e il Municipio.

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