Sembra di vedere, tenendolo in mano, uno dei quaderni di quinta elementare di una volta, quelli con la copertina nera e l’etichetta chiara contornata di colore rosso amaranto. Il nome anche sa di passato, “La Cusinascia”, che però non è dispregiativo, indica l’ambiente dove si viveva e si svolgevano tanti compiti.
Un tuffo nel passato con questo ricettario frutto del progetto “Mappare Bianzone”, proposto dall’Ecomuseo delle terrazze retiche alla Regione che ha riconosciuto dal punto di vista culturale e finanziato insieme ad altre iniziative sul territorio, come il libro sui mestieri prodotto dalla scuola e la ricerca dei toponimi. è un ritorno agli anni ’50 e a ciò che si mangiava allora. Le ricette provengono da alcuni anziani del paese che hanno condiviso i loro segreti in cucina.
Il libro è diviso in 14 parti, ogni sezione è riferita ad un alimento preciso, di cui si spiegano coltivazione e utilizzo: grano saraceno, granoturco, segale, frumento orzo, prodotti dell’orto, patate, vigna, maiale, uova, frutta. E poi le ricette come fuiadi, fritulini, pulenta al furan, cui patati, cui tartifuli, pancot, pan dei munt, minestra de ors, taroz, vin coc, ris e lac’, tripa, marsala all’uovo, farudi. Pagine piacevoli, leggendo le quali si capisce come le persone vivevano, cosa mangiavano, cibi semplici ma genuini.