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	<title>Ecomuseo Bianzone</title>
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	<title>Ecomuseo Bianzone</title>
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		<title>40 ANNI DI TERZA ETÀ</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 19:17:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quarant’anni di incontri, gite, solidarietà e, soprattutto, di amicizia. L’associazione &#8220;Terza Età Bella Età&#8221; ha celebrato martedì 21 aprile il suo quarantesimo anniversario di fondazione. Per l’occasione, 64 soci (sui 105 tesserati totali) si sono ritrovati presso la Tenuta La Gatta per un pranzo conviviale a base di specialità tipiche valtellinesi, segnando un momento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant’anni di incontri, gite, solidarietà e, soprattutto, di amicizia. L’associazione &#8220;Terza Età Bella Età&#8221; ha celebrato <strong>martedì 21 aprile</strong> il suo quarantesimo anniversario di fondazione. Per l’occasione, 64 soci (sui 105 tesserati totali) si sono ritrovati presso la Tenuta La Gatta per un pranzo conviviale a base di specialità tipiche valtellinesi, segnando un momento di profonda unione per la comunità locale.</p>
<p><strong>Una storia nata nel 1986</strong><br />
Il presidente Salvatore Scordari, visibilmente emozionato, ha ripercorso le tappe di un viaggio iniziato nel 1986, quando, da poco arrivato in paese, accettò la sfida di guidare il gruppo incoraggiato dalla moglie Claudia Mevio e i suoi nuovi amici valtellinesi. Nel suo discorso, Scordari ha voluto rendere omaggio ai soci fondatori, consegnando un dono ai presenti e ai familiari di chi non c’è più.</p>
<p>Tra i nomi ricordati con un caloroso applauso figurano i<strong> fondatori Igino Ronchi, Iolanda Castelanelli, Bruna Garzetti, Laura Nemesi, Stella Augugliaro, Alberto Giudice, Franco Paggi, Erica Zucchetti e Marisa Delle Coste</strong>.</p>
<p>Un riconoscimento speciale è andato anche all&#8217;attuale <strong>staff del direttivo — Bruna Fiorina, Franca Gosatti, Loretta Caligari, Renato Gusmeroli e Riccarda Negrini </strong>— motore instancabile delle attività associative.</p>
<p><strong>Il valore della saggezza</strong><br />
A portare i saluti dell’Amministrazione Comunale è stata il vicesindaco Luana Dorsa, che ha letto un intervento focalizzato sul significato profondo della &#8220;Terza Età&#8221;. &#8220;<em>Siete preziosi per la nostra comunità</em>&#8220;, ha esordito, sottolineando come l’associazione sia un<br />
esempio di &#8220;continuo divenire&#8221; capace di unire generazioni diverse attraverso il desiderio di stare insieme. Il vicesindaco ha inoltre lodato la vitalità dei soci, citando anche il gruppo di cammino interno al sodalizio.</p>
<p><strong>Progetti per il domani</strong><br />
Nonostante l’importante ricorrenza, lo sguardo è già rivolto al futuro. Il presidente Scordari ha espresso l’auspicio che l&#8217;apertura verso i giovani e le altre realtà del paese, avviata negli ultimi anni, possa consolidarsi ulteriormente. &#8220;S<em>pero che nuove persone si uniscano </em><br />
<em>a noi con nuovo entusiasmo e nuove idee</em>&#8221; , ha concluso il presidente, dando simbolicamente appuntamento a tutti tra dieci anni per festeggiare insieme il mezzo secolo di vita dell’associazione.</p>
<p>Foto d&#8217;archivio di Igino Ronchi e Franca Gosatti</p>
<p>Foto del 21 aprile 2026 di Franca Gosatti</p>
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		<title>LA CHIESA DI SAN MARTINO: UN LUOGO CHIUSO CHE HA DIRITTO DI RIOTTENERE IL RICONOSCIMENTO CHE MERITA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/la-chiesa-di-san-martino-un-luogo-chiuso-che-ha-diritto-di-riottenere-il-riconoscimento-che-merita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 06:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[San Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In passato&#8230;. il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino.  La chiesa di San Martino ha origini altomedievali. È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia. Da anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In passato&#8230;.</p>
<p><strong><em>il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco e alla Liberazione, era tradizione andare in processione alla chiesa di San Martino</em>. </strong></p>
<p>La chiesa di San Martino ha origini altomedievali.</p>
<p>È orientata verso il sorgere del sole equinoziale e dedicata al santo vescovo di Tours, tenuto in gran considerazione in epoca carolingia.</p>
<p>Da anni la chiesa è chiusa al pubblico, è stata addirittura sconsacrata e la campana, fusa da Gregorio Quadrio di Ponte in Valtellina nel 1591 e donata da Gianluigi Pergola, è stata tolta.</p>
<p>Malgrado ciò la gente di Bianzone mantiene un legame forte per questo luogo sacro posto al confine con Villa di Tirano, nella zona in cui sorgeva in origine il paese. Sono ancora vivi nelle persone più anziane i ricordi relativi ai festeggiamenti per <strong>San Gottardo</strong>:</p>
<p><strong><em>All&#8217;inizio di maggio si celebrava la messa dedica a S. Gottardo nella chiesa di San Martino. Sul sagrato c&#8217;erano le bancarelle ed era una festa importante soprattutto per i bambini, che potevano godere, almeno per un giorno, della vista di tanti giocattoli e in qualche caso c&#8217;era anche la possibilità di portarne a casa almeno uno. </em></strong></p>
<p>Il dolce tipico di questa festa era la pipa rossa.</p>
<p>Ogni anno per valorizzare questo bene sacro viene allestito il presepe nell&#8217;ossario di struttura settecentesca ora totalmente spoglio, un tempo completamente dipinto. Tra le varie raffigurazioni spiccava un caprone simbolo del diavolo, al quale i genitori ricorrevano per incutere paura ai figli qualora fossero tornati a casa tardi la notte.</p>
<p>L&#8217;interno della chiesa, a un&#8217;unica navata coperta con diverse volte, è spoglia. Permangono tracce di pittura settecentesca nella parete di sinistra dove era posto l&#8217;altare di San Gottardo, nel presbiterio e soprattutto in sagrestia. Qui è ancora ben visibile l&#8217;immagine di San Martino a cavallo che taglia il mantello per coprire il povero.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella seconda metà degli anni 70 del 1900 fu oggetto di </span><span style="font-weight: 400;">importanti lavori di restauro</span> <span style="font-weight: 400;">fortemente voluti dal parroco di allora <strong>Don Virginio</strong></span> <span style="font-weight: 400;"><strong>Zubiani</strong> che voleva riaprirla al culto</span><span style="font-weight: 400;">. Fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">tetto</span><span style="font-weight: 400;"> della chiesa e dell’ossario, sostituite le </span><span style="font-weight: 400;">vetrate</span><span style="font-weight: 400;">, posizionata la canalizzazione, pitturata la </span><span style="font-weight: 400;">facciata</span><span style="font-weight: 400;"> principale, riparato il </span><span style="font-weight: 400;">portone</span><span style="font-weight: 400;">, rimossa la fontana in cemento deteriorata e sostituita dall’attuale </span><span style="font-weight: 400;">fontanella</span><span style="font-weight: 400;"> incassata nel muro del sagrato. All’interno fu rifatto il </span><span style="font-weight: 400;">cornicione</span><span style="font-weight: 400;"> e </span><span style="font-weight: 400;">l’impianto elettrico</span><span style="font-weight: 400;"> ed erano state preparate le lastre di pietra per rifare il </span><span style="font-weight: 400;">pavimento</span><span style="font-weight: 400;"> che furono poi posizionate dal parroco Don Bruno Rocca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante tutti questi lavori la Chiesa di S. Martino non è più stata riaperta.</span></p>
<p>La luminosità, l&#8217;acustica e la posizione accessibile in auto, a piedi e in bicicletta, la rendono un luogo potenzialmente adatto per la fruizione ai visitatori.</p>
<p>cit. tratte da:</p>
<ul>
<li>libro &#8216;Quando volavano le lucciole &#8211; volume 2&#8217; di Vanda Cerveri</li>
<li>guida &#8216;Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade&#8217; di Gianluigi Garbellini</li>
</ul>
<p>Foto dell&#8217;11 aprile 2026</p>
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		<title>ARTE IN PANCHINA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/arte-in-panchina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 19:47:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[curta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 11 aprile 2026 a Carrù, un Comune della Provincia di Cuneo, si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori della seconda edizione del Concorso Artistico sulle Panchine Giganti promosso dalla Fondazione &#8216;Big Bench Community Project&#8216;. Questo concorso nazionale ha visto 7 artisti di diverse età partecipare per la Panchina Gigante 255 di Bianzone: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 11 aprile 2026 a Carrù, un Comune della Provincia di Cuneo, si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori della seconda edizione del Concorso Artistico sulle Panchine Giganti promosso dalla Fondazione &#8216;<a href="https://bigbenchcommunityproject.org/">Big Bench Community Project</a>&#8216;.</p>
<p>Questo concorso nazionale ha visto 7 artisti di diverse età partecipare per la <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/panchina-gigante-255/">Panchina Gigante 255</a> di Bianzone:</p>
<ul>
<li><strong>Adriano Mattia Ferrari</strong> (anni 5) con un disegno a pennarello che ha rappresentato la felicità di chi si siede e ammira il panorama dopo la camminata panoramica della <a href="https://docs.google.com/document/d/1Oe2lxykkVp3GI_UawNHqsRCOWhkYjWxIq8_Ot_mEeIg/edit?usp=sharing">Curta</a></li>
<li><strong>Giulia Caligari</strong> (anni 8) con un disegno a pennarello che valorizza la bellezza del <a href="https://docs.google.com/document/d/1LqmJL3MjZs-8HO2ms5hY_Sc-FGt7Rhn7olt1Ijd1IQ0/edit?usp=sharing">patrimonio paesaggistico</a> presente a Bianzone</li>
<li><strong>Mathias Tokic</strong> (anni 8) con un disegno a matite colorate che richiama il paesaggio terrazzato e il messaggio di Tiziano Terzani legato al luogo in cui sorge la panchina &#8216;Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo&#8217;</li>
<li><strong>Andrea Tokic</strong> (anni 9) con un disegno a matite colorate legato agli attrezzi del mestiere utilizzati per la realizzazione della panchina e un riferimento al nostro logo dell&#8217;Ecomuseo</li>
<li><strong>Pietro Caligari</strong> (anni 12) con un disegno geometrico della panchina e della <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/chiesa-di-san-siro/">chiesa di San Siro</a></li>
<li><strong>Enzo Pini</strong> che col pirografo ha realizzato un&#8217;opera legata ad alcuni scorci e punti di interesse tipici del paese come <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/la-gatta/">La Gatta</a>, la panchina, la quale è una sosta colorata tra passato e presente, e la località Curta Alta</li>
<li><strong>Antonio Gonzini</strong> che ha creato un collage fotografico unendo luoghi sacri, rappresentati da San Siro, con case dal sapore antico come il <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/palazzetto-besta/">Palazzetto Besta</a></li>
</ul>
<p>Tra i vari candidati Andrea ha ottenuto una menzione speciale e ha avuto l&#8217;onore di conoscere l&#8217;inventore delle Panchine Giganti e di far conoscere il nostro paese e alcune delle sue bellezze in Piemonte.</p>
<p>Grazie per la partecipazione!</p>
<p>Foto di Cristina Del Marco dell&#8217;11 aprile 2026</p>
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		<item>
		<title>REGALO PASQUALE A PALAZZO: COMINCIANO I LAVORI!</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/regalo-pasquale-a-palazzo-cominciano-i-lavori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 22:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzetto Besta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è Pasqua, la festività cristiana che celebra la resurrezione di Gesù Cristo. Nel libro &#8216;Quando volavano le lucciole &#8211; volume 2&#8217; si diceva che: In passato nella settimana di Passione, dal giovedì santo al sabato, i crocefissi della chiesa venivano coperti e le campane non suonavano. Nel pomeriggio del Venerdì Santo, come richiamo prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è Pasqua, la festività cristiana che celebra la resurrezione di Gesù Cristo.</p>
<p>Nel <strong>libro &#8216;Quando volavano le lucciole &#8211; volume 2&#8217;</strong> si diceva che:</p>
<p><em>In passato nella settimana di Passione, dal giovedì santo al sabato, i crocefissi della chiesa venivano coperti e le campane non suonavano. Nel pomeriggio del Venerdì Santo, come richiamo prima della processione con il Santo Sepolcro per le vie del paese, dal campanile si diffondeva, in segno di lutto, un suono particolare e lugubre prodotto da un marchingegno detto gròo posto sul campanile. Era compito dei giovani girare la manovella del gròo e alla sera portare il Santo Sepolcro in processione, mentre i ragazzini suonavano le raganelle, dette crèculi o tric trac. La domenica di Pasqua poi si partecipava alla Messa Solenne, in particolare gli uomini con indosso il vestito della festa, i quali prima di entrare, ma soprattutto dopo, si soffermavano sul sagrato per scambiarsi opinioni e consigli sulle attività di campagna, ma anche per ricevere informazioni su quello che succedeva fuori paese.</em></p>
<p>La Pasqua simboleggia la rinascita, la vita nuova e la luce che sconfigge le tenebre. Quest&#8217;anno a Bianzone c&#8217;è un&#8217; occasione particolare legata proprio a questi simboli: <strong>sono iniziati i lavori al Palazzetto Besta!</strong></p>
<p>L&#8217;edificio, tipico esempio di residenza nobiliare alpina cinquecentesca, da anni è chiuso, in stato di abbandono e pericolante, Per anni le Amministrazioni Comunali hanno cercato di ottenere i fondi necessari per salvarlo dal suo destino nefasto. Era stato coinvolto anche il critico Vittorio Sgarbi il quale era venuto in visita diversi anni fa e aveva lanciato un messaggio di aiuto per salvare il palazzo.</p>
<p>Ora il grande giorno è arrivato!</p>
<p><span style="font-weight: 400;">È</span> cominciato il primo lotto di interventi che riguarda le <strong>opere di consolidamento statico, la messa in sicurezza delle superfici e il restauro di ambienti del corpo nord.</strong>  La spesa è a carico della Soprintendenza ABAP, la quale ha nominato in qualità di Responsabile Unico del<br />
Progetto (RUP) l’architetto Stefania Bossi funzionario architetto in organico alla DRM Lombardia. La direzione lavori e operativa è condotta dall’architetto Matteo Sintini e dalla dott.sa Sonia Segimiro, funzionari della Soprintendenza ABAP per la provincia di Sondrio per quanto riguarda gli interventi architettonici e di restauro, coadiuvati anche per la parte strutturale dallo studio Foppoli &amp; Moretta.</p>
<p>La Direzione regionale Musei ha affidato l’esecuzione delle opere alla ditta Lares Lavori di Restauro s.r.l. di Venezia.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un primo passo per la riapertura del <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/palazzetto-besta/">Palazzetto Besta</a> a cui a breve seguiranno interventi anche sul terreno a nord dell&#8217;edificio principale e sulla <a href="https://docs.google.com/document/d/1AH4pYbfGTbbLvEC4KEj5xfM4S_b9-lNvELwm69RwMtk/edit?usp=sharing">Colombaia</a>. </span></p>
<p>Possa essere anche per tutti voi una Pasqua di rinascita e recupero di pace e serenità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>IL PIANTO DELLE VITI</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/il-pianto-delle-viti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 18:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colture]]></category>
		<category><![CDATA[museo del vino]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La primavera segna il risveglio delle viti dal loro riposo invernale, un momento magico evidenziato dal loro caratteristico &#8220;pianto&#8221;: le lacrime della vite, goccioline di linfa che emergono dai tagli delle potature invernali, rappresentano la rinascita delle attività vitali della pianta. Questo fenomeno incantevole rivela il ritorno dell&#8217;energia nelle radici, preparando la vite per la nuova [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La primavera segna il risveglio delle viti dal loro riposo invernale, un momento magico evidenziato dal loro caratteristico <b>&#8220;pianto&#8221;</b>: le lacrime della vite, goccioline di linfa che emergono dai tagli delle potature invernali, rappresentano la rinascita delle attività vitali della pianta. Questo fenomeno incantevole rivela il ritorno dell&#8217;energia nelle radici, preparando la vite per la nuova stagione di crescita.</p>
<p><strong>Anche le erbacce si risvegliano in primavera</strong></p>
<p>Insieme alle viti, anche le erbacce si risvegliano con la primavera, motivo per cui diventa cruciale la pulizia del terreno dalle erbe infestanti.<br />
Questa pratica non solo migliora l&#8217;accesso delle viti alle risorse idriche e nutritive del suolo, ma riduce anche la competizione che dovrebbero affrontare con le altre piante, promuovendo la salute e la vitalità del vigneto.</p>
<p><strong>La potatura verde per l’equilibrio e la crescita delle viti</strong></p>
<p>Un aspetto fondamentale della cura primaverile in vigna è la potatura verde, che comprende la spollonatura e la scacchiatura.<br />
La <b>spollonatura</b> mira a rimuovere i germogli infruttiferi, mentre la <b>scacchiatura</b> si occupa dell&#8217;eccesso di germogli. Queste operazioni, svolte con maestria, consentono alle viti e all’uva, quando sarà il momento del loro massimo splendore, di ottenere la giusta quantità di luce e aria, prevenendo ristagni d&#8217;umidità e possibili attacchi fungini.<br />
La potatura verde è, dunque, un’attività delicata necessaria per gestire la crescita e l&#8217;equilibrio vegeto-produttivo delle viti.</p>
<p><strong>La legatura dei tralci</strong></p>
<p>Con la crescita rapida dei rami in primavera, diventa essenziale legare i tralci alla struttura del filare. Oltre a conferire un aspetto ordinato alla vigna, questa pratica serve a proteggere i fragili tralci dal vento e dal peso futuro dei grappoli, garantendo una distribuzione armoniosa della pianta.</p>
<p><strong>La prevenzione dalle possibili malattie</strong></p>
<p>La primavera segna anche l&#8217;inizio delle operazioni preventive contro le malattie fungine. Gli agricoltori praticano l&#8217;irrorazione delle viti con prodotti a base di zolfo e rame, creando uno scudo naturale che protegge le viti dalle potenziali minacce. Questo approccio proattivo assicura un raccolto sano e di alta qualità.</p>
<p><strong>Storia della vite &#8211; tratta dal libro &#8216;<em>Quando volavano le lucciole &#8211; volume 1</em>&#8216; di Vanda Cerveri</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">La vite è una pianta antichissima che da milioni di anni è presente nelle zone temperate del pianeta; solo da qualche millennio, però, si è cominciato a produrre vino. Hanno incominciato i Sumeri, poi gli Egiziani e i Greci e quindi gli Etruschi. La coltura della vite in Valtellina risale all’epoca preromana e fu importata quasi certamente nel 300 a.C. dai Liguri o dagli Etruschi. </span><span style="font-weight: 400;">La viticoltura è stata da sempre l’attività agricola preminente della gente di Bianzone. </span></em></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">I terrazzamenti con i muretti a secco che rivestono tuttora buona parte del nostro territorio certificano l’ingegnosità dei nostri avi che hanno saputo con un lavoro paziente “portare sulle nude rocce il terriccio per far attecchire le viti” e anche la tenacia di coloro che continuano a lavorare duramente per proseguire la tradizione vitivinicola del paese. </span></em></p>
<p>Per proseguire nella lettura accedere al link relativo a un <strong>articolo del 25 giugno 2013</strong> pubblicato sul precedente sito dell&#8217;Ecomuseo: la <a href="https://drive.google.com/file/d/1fWKyc-V1ksg-KBubLQ7prEL7GdbOTJ5d/view?usp=sharing">VIGNA</a>.</p>
<p>Sul ciclo della vite la <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/scuola-primaria-di-bianzone/">Scuola Primaria di Bianzone</a> ha realizzato nell&#8217;<strong>A.S. 2001-2002</strong> un <strong>progetto</strong> che è sfociato poi nella realizzazione del <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/museo-del-vino/">Museo del vino</a>. A testimonianza di quel lavoro il maestro <strong>Igino Ronchi</strong> ha realizzato un filmato visibile al seguente link: <a href="https://drive.google.com/file/d/1fWKyc-V1ksg-KBubLQ7prEL7GdbOTJ5d/view?usp=drive_link">DALLA VIGNA AL VINO</a></p>
<p><strong>Foto</strong> realizzate il 27 marzo 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PRIMAVERA A BIANZONE!</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/primavera-a-bianzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:05:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colture]]></category>
		<category><![CDATA[La Gatta]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivata la Primavera ed è iniziato aprile con le classiche gelate di fine stagione invernale. A Bianzone, così come in altri Comuni della Valtellina, è tradizione attivare il sistema antibrina sui meleti. Ma in cosa consiste? Gli impianti messi in funzione nelle ore più fredde proteggono le gemme e i fiori delle piante di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivata la Primavera ed è iniziato aprile con le classiche gelate di fine stagione invernale. A Bianzone, così come in altri Comuni della Valtellina, è tradizione attivare il <strong>sistema antibrina sui meleti</strong>. Ma in cosa consiste?</p>
<div class="td-post-sub-title">Gli impianti messi in funzione nelle ore più fredde proteggono le gemme e i fiori delle piante di melo. Il sottile velo ghiacciato che si forma impedisce alle gelate di decimare la produzione. È un sistema efficace che negli ultimi 25 anni, ha salvato più volte la produzione di mele.</div>
<div class="td-post-sub-title">Il sistema antibrina consiste nell&#8217;attivazione degli impianti di irrigazione che, dotati di ugelli speciali, bagnano le piante creando un sottile strato protettivo di acqua ghiacciata che con lo sbalzo termico conserva il calore della pianta e protegge le parti più esposte, impedendo che vengano danneggiate da temperature ancora più basse.</div>
<div class="td-post-sub-title">Nel periodo invernale, che in Valtellina è prolungato rispetto ai frutteti di pianura, le piante di mele sono in grado di sopportare temperature inferiori allo zero anche di diversi gradi, ma diventano particolarmente sensibili alla ripresa della fase vegetativa, in prossimità della fioritura o dopo aver emesso le nuove foglioline. In queste condizioni un repentino abbassamento delle temperature rischia di compromettere la produzione dei frutti e il raccolto finale.</div>
<p>Nella zona di Bianzone e Villa di Tirano si producono le varietà di mele più note e richieste: dalla  <em>Golden</em>, alla<em> Stark Delicious</em>,<em> Gala</em> e <em>Fuji</em>. L’areale valtellinese vocato alla produzione di mele scende da Grosotto (il più alto meleto è a 700 metri) fino a Piateda e anche più in giù, superata la città capoluogo Sondrio: in tutto, un’asta di circa 40 chilometri che corre lungo la valle principale. A questi si aggiunge l’area separata e molto più circoscritta di Postalesio e Talamona, in bassa valle.</p>
<p><strong>Immagini</strong> tratte da:</p>
<ul>
<li>Foto di repertorio del 2013 relative ad alcuni scorci di Via Guarnelle, <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/la-gatta/">Tenuta La Gatta</a> e Contrada Selva ad opera di Vanda Cerveri</li>
<li>Foto del 28 marzo 2026 a <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/madonna-del-piano/">Madonna del Piano</a> dei meleti ghiacciati</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONSIGLIO: Per approfondimenti</strong> andate sul sito <a href="https://terraevita.edagricole.it/irrigazione/gelo-in-valtellina-lirrigazione-antibrina-salva-i-meleti/">Terra è Vita</a> e leggete l&#8217;intervista di <strong>Gian Piero Menghina</strong>, residente a Bianzone e proprietario dell&#8217;<a href="https://www.menghina.it/">Azienda Agricola Menghina</a></p>
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		<title>26 MARZO 1675: LA MADONNA APPARVE A GIAN BATTISTA DE&#8217; FLAGELLI</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/26-marzo-1675-la-madonna-apparve-a-gianbattista-de-flagelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 20:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Piano]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è l&#8217;anniversario dell&#8217;Apparizione della Madonna del Piano di Bianzone! Questo evento, al contrario del vicino Santuario della Madonna di Tirano, non è mai stato riconosciuto ufficialmente, tuttavia è stata trovata una memoria su pergamena che parla de &#8220;L&#8217;Apparizione&#8221;. Il Manoscritto in questione è stato ritrovato nel 1911 in casa Fornonzini-Confortola, ora sede della scuola [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="font-weight: 400;">Oggi è l&#8217;anniversario dell&#8217;Apparizione della Madonna del Piano di Bianzone! </span></h4>
<h4><span style="font-weight: 400;">Questo evento, al contrario del vicino Santuario della Madonna di Tirano, non è mai stato riconosciuto ufficialmente, tuttavia è stata trovata una memoria su pergamena che parla de </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;L&#8217;Apparizione&#8221;. Il </span><span style="font-weight: 400;">Manoscritto in questione è stato ritrovato nel 1911 in casa Fornonzini-Confortola, ora sede della scuola dell&#8217;Infanzia, dal sacerdote Federico Cattaneo, coadiutore con il titolo di economo spirituale della Madonna del Piano, e restituito all&#8217;archivio parrocchiale. Il testo dice:</span></h4>
<h4><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Ad maiorem Dei gloriam et Beatissimae Virginis. Mariae. Ad perpetuam rei memoriam</strong></span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></em></h4>
<h4><em><span style="font-weight: 400;">“Correndo l&#8217;anno mille seicento settantacinque a dì 6 del mese di aprile Battista de Flagelli, o sia Fragiti di Bianzone, huomo semplice e timorato di Dio, mentre il Rev. Prevosto usciva di casa per andare a celebrare la Santa Messa, m&#8217;incontrò sulla porta della mia habitazione in Canonica, tutto pensieroso e salutandomi, disse che aveva meco da discorrere di cosa importante e io li dissi: e che avete a dirmi?  </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Soggiunse pieno di rossore che non ardiva palesarlo, perché essendo huomo peccatore, non sapeva se gl&#8217;avrebbe creduto, ma ad ogni modo che non lo poteva tacere, perché, dopo d&#8217;averlo saputo non poteva aver requie, né riposo se non lo rivelava. Io lo supplicai dire allegramente pensando mi volesse discorrere d&#8217;altro, ed egli aggiunse:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La verità si è che alli 26 del mese di Marzo ultimo passato, che era il primo giorno dopo l&#8217;Annuntiatione di Maria sempre Vergine, dopo d&#8217;essermi raccomandato a Dio e alla sua SS. Madre Maria sul principio della notte, circa le due hore, essendo io nel letto, svegliato, viddi risplendere la povera e nera casa, nella quale io son solito dormire con raggi e splendori maggiori di quelli del Sole, anzi parea che fosse tutta la casa di oro finissimo, sentii in quel mentre nell&#8217;animo mio tanto piacere, che parea fossi in Paradiso e fra tante delizie, e splendori udii una voce, e pareami fosse Maria Vergine, se ben la viddi, che mi disse, va, annuntia al Prevosto ed a questo popolo di Bianzone che a mio honore facciano alzare un altare e ridur a stato più onorevole, il mio tempio situato quinci in questo Piano, digli che se ciò faranno li prometto la mia benedizione e protezione, altrimenti si guardino dai castighi che lei sopprastano e in quel mentre essendo io infermo di rottura intestinale, mi sentii risanato come hora pur sono sano e credo veramente che fosse la Beatissima Vergine sebbene io non la discernessi fra tanti splendori, e dissi non me lo crederanno, e fui avvisato che io dovessi incominciare a condurr sassi e pietre e contribuire qualche cosa della mia povertà, così io promisi darle due some di vino, e subito condussi alcune carra di pietre e così in quel mentre partì quel grande splendore: ho tardato fin adesso perché non ardiva dirlo, essendo io persona abbietta, povero e gran peccatore, ma non trovando riposo fui sforzato dirlo, e mi offerisco sopportar qualsiasi tormento per confermatione di questa verità. </span></em><em><span style="font-weight: 400;">Allora li dissi che dovesse cercare li sig. Agenti di Bianzone, ed egli mi rispose che io glielo volessi dire da sua parte e che s&#8217;offeriva comparire ad affermar il tutto; fra tanto andai a celebrar la Santa Messa e dopo ne parlai coi RR. miei Signori Canonici, cioè il R Sig. B. Bario Besta, R. Sig.P. Antonio Zanina, col sig. P. Carlo Adda e col R. Sig. P. Giov. Nodari i quali con altre persone  andarono separatamente a ritrovar il Battista per informari della verità e a tutti replicò l&#8217;istesso, e doppo pochi giorni feci istanza che si ragunasse il Consiglio di questa Mag.ca Coità che io volevo discorrergli di tal successo, così nel detto Consiglio avendo io esposto il tutti come di sopra, li dissi che circa tal apparizione io non poteva canonicamente approvarla perché ciò s&#8217;aspetta ai Sig. Superiori, ma ad ogni modo, che essendo cosa pia et santa, il ridur a più honorevole stato quella Chiesa, era bene non mostrarsi contrari, e che facendo questo ad honore di Maria Vergine, non potevan aspettare se non assai bene.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Così quel Magico Consiglio determinò l&#8217;adherir a questi aiuti come segue&#8230;&#8221;</span></em></h4>
<p>Dopo l&#8217;Apparizione avvenuta nella casa umile e annerita di Battista De Flagelli, sita vicino a Piazza Vanoni, si diede inizio a un grandioso progetto di ampliamento delle chiesa del Piano che portò anche alla realizzazione dell&#8217;attuale facciata monumentale che spicca alla vista di chi giunge da Sondrio.</p>
<p>L&#8217;evento è raccontato nei seguenti volumi:</p>
<ul>
<li>&#8216;Da Un&#8217;Ave Maria all&#8217;altra&#8217; di Vanda Cerveri</li>
<li>Bianzone &#8211; Il santuario di Madonna del Piano di Dante Sosio</li>
<li>Bianzone scrigni d&#8217;arte e di cultura a cura di Emanuela Cerveri</li>
<li>Bianzone tra vigne, chiese, palazzi e antiche contrade di Gianluigi Garbellini</li>
</ul>
<p>Annualmente viene inoltre ricordato sul sito <a href="https://immaculate.one/la-madonna-del-giorno-26-marzo-1675-madonna-del-piano-apparizione-di-bianzone-sondrio/">Mary The Immaculate One </a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GENTE DI PRIMAVERA &#8211; VIA CRUCIS ZONALE</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/gente-di-primavera-via-crucis-zonale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:40:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno la Via Crucis zonale dedicata ai Martiri del 2025 si svolgerà a Bianzone venerdì 27 marzo 2026. Partirà dal Madonna del Piano alle 20:30 e, attraverso 7 tappe, giungerà alla chiesa di San Siro. Questo tragitto, solitamente in senso opposto, è uno dei vari percorsi di fede oggetto in passato di diverse processioni. I [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno la <strong>Via Crucis zonale</strong> dedicata ai Martiri del 2025 si svolgerà <strong>a Bianzone venerdì 27 marzo 2026</strong>.</p>
<p>Partirà dal <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/madonna-del-piano/">Madonna del Piano</a> <strong>alle 20:30</strong> e, attraverso <strong>7 tappe</strong>, giungerà alla chiesa di <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/punti-di-interesse/chiesa-di-san-siro/">San Siro</a>.</p>
<p>Questo tragitto, solitamente in senso opposto, è uno dei vari percorsi di fede oggetto in passato di diverse processioni. I fedeli giungevano anche dai paesi limitrofi come ad esempio Teglio. Fino al 1870 i tellini giungevano a piedi presso il Santuario a &#8216;cantar messa&#8217; la domenica in Albis. Ciò risulta nelle memorie raccolte dal sacerdote Federico Cattaneo, economo della chiesa dal 1910 al 1921, citate da <strong>Dante Sosio</strong> nel testo <strong><em>&#8216;Bianzone &#8211; Il Santuario della Madonna del Piano, appunti di storia&#8217;</em></strong>, che potete trovare all&#8217;interno della chiesa.</p>
<p>Alle processioni tradizionali si aggiungevano quelle eccezionali nei periodi di carestia o quando si preannunciava un temporale.</p>
<p>A questo luogo vi accedevano anche bambini e persone che credevano alla storia del <strong>SASSO CHE SUDA</strong>. Sul lato est è ancora visibile una pietra a sbalzo, che prima dei restauri degli anni Settanta/Ottanta si poteva toccare. Sopra di esso c’era una scritta, ora del tutto scomparsa e sostituita da una piccola targa, che raccontava il fatto. Secondo la leggenda, infatti, proprio sul quel sasso si sarebbe seduta la Madonna lasciandolo perennemente bagnato dal suo sudore.</p>
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		<item>
		<title>FESTA DELLA SCUOLA DELL&#8217;INFANZIA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/festa-della-scuola-dellinfanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 21:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ormai da tradizione il Comitato Proasilo organizza una giornata di festa per la Scuola dell’Infanzia G. Mascioni di Bianzone. È da 76 anni che il nostro asilo accoglie e forma i bambini del paese. La materna sorge in un edificio storico, il palazzo Confortola, in centro. Ma di chi è il merito della sua [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai da tradizione il Comitato Proasilo organizza una giornata di festa per la Scuola dell’Infanzia G. Mascioni di Bianzone. È da 76 anni che il nostro asilo accoglie e forma i bambini del paese. La materna sorge in un edificio storico, il palazzo Confortola, in centro. Ma di chi è il merito della sua nascita? Chi l’ha diretta? Chi la frequentata? Per rispondere ai vari quesiti è possibile consultare due libretti realizzati nei primi anni 2000:</p>
<p>&#8211; <a href="https://drive.google.com/file/d/1sQnSgmrsSXBx2ptJI_Z7UTdQizgJIzw3/view?usp=sharing">Scuola e famiglia – 50 anni insieme per educare</a></p>
<p>&#8211; <a href="https://drive.google.com/file/d/1BXX39Dm0mdEIo-p0_gNLl1xRm9HMHlqX/view?usp=sharing">Evoluzione di una comunità – Scuola Materna di Bianzone dal 1951 al 2008</a></p>
<p>All’interno del primo volume c’è un articolo scritto dall’allora<strong> Don Bruno Rocca</strong> che spiegava quali sono stati i principi su cui si fondava la scuola e che la ispirano anche ora:</p>
<ul>
<li><i>Un benefattore che decide di lasciare un segno a memoria del proprio padre. &#8220;Non fiori ma opere di bene&#8221;….</i></li>
<li><i>Un Asilo che nasce perché una popolazione lo vuole….per dar loro un ambiente educativo adatto dove attraverso il gioco potessero imparare a socializzare e ad apprendere le regole della vita.</i></li>
<li><i>Un Asilo che funziona perché la popolazione è sempre attiva e partecipe…&#8230;una Comunità che vuole gestire il suo Asilo e che si fa presente per renderlo sempre più bello ed efficiente come avviene per la propria casa.</i></li>
<li><i>Senso sociale molto forte, marcato senso del diritto ma anche del dovere corrispondente, abitudine all&#8217;impegno e dedizione personale senza deleghe al &#8220;capo&#8221; di turno, oserei dire anche una legislazione locale particolarmente attenta ad esigere servizi gratuiti in situazioni e momenti particolari: leggendo i vecchi statuti dei nostri paesi da questo punto di vista è particolarmente istruttivo.</i></li>
<li><i>A chi affidare l&#8217;Asilo? Alle Suore e dopo di loro alla Fondazione Scuola dell’Infanzia G. Mascioni Si affidano i propri figli a chi è &#8220;esperto in umanità&#8221; perché ha fatto della propria vita un dono. L&#8217;educazione, ma anche la Scuola non sono per prima cosa frutto di tecniche e mezzi sempre più sofisticati, ma anzitutto di testimonianze. Si educa amando, volendo bene, ascoltando&#8230;</i></li>
</ul>
<p><b>Domenica 22 marzo 2026</b> ancora una volta la Comunità si riunirà per celebrare la scuola e coloro che la frequentano quotidianamente.</p>
<p>Alle <b>10:00</b> si comincia con la <b>Santa Messa</b> presso la chiesa di S. Siro.</p>
<p>Alle <b>12:00</b> <b>pranzo presso il centro sportivo Omar e Pietro</b>.</p>
<p>Seguirà poi <b>intrattenimento per i bambini</b> e la tradizionale <b>lotteria</b>.</p>
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		<title>UN PIATTO CHE FA BENE: LA MINESTRA DE DUMEGA</title>
		<link>https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/un-piatto-che-fa-bene-la-minestra-de-dumega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ecomuseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>?Un piatto che fa del bene! La minestra de dumèga è un piatto tipico della tradizione contadina, povero, ma ricco di proprietà nutritive tanto da farne un &#8220;pasto completo&#8221;. Da più di vent’anni nel periodo di Quaresima un gruppo di donne e uomini abili ai fornelli si mettono a disposizione per preparare minestra d’orzo che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>?Un piatto che fa del bene! La minestra de dumèga è un piatto tipico della tradizione contadina, povero, ma ricco di proprietà nutritive tanto da farne un &#8220;pasto completo&#8221;. Da più di vent’anni nel periodo di Quaresima un gruppo di donne e uomini abili ai fornelli si mettono a disposizione per preparare minestra d’orzo che la gente residente e non, su prenotazione, porta a casa o consuma direttamente in oratorio. L’iniziativa nasce dall’idea di condividere una cena povera durante i 3 venerdì precedenti alla Pasqua e raccogliere fondi per la Parrocchia e le missioni con il coinvolgimento attivo della popolazione.</p>
<p>?Appuntamento venerdì 6, 13 e 20 marzo 2026</p>
<p>Laa minestra verrà distribuita a partire dalle 18, ma c&#8217;è anche la possibilità di fermarsi a cena all&#8217;oratorio di Bianzone a partire dalle 19.</p>
<p>?Il costo della porzione da asporto è 5 euro, mentre per la cena in oratorio 13 euro.</p>
<p>?Per chi fosse impossibilitato al ritiro diretto, verrà fatta la consegna a domicilio.</p>
<p>?Per le prenotazioni contattare:</p>
<p>&#8211; Bruna 3495937804</p>
<p>&#8211; Rosa 3483020913</p>
<p>&#8211; Letizia 3280974870</p>
<p>Foto dell&#8217;iniziativa 2024-2025 di Maria Rosa Lorenzi e Franca Gosatti</p>
<p>Per approfondimenti sulla coltivazione dell&#8217;orzo a Bianzone leggete l&#8217;articolo di Vanda Cerveri: <a href="https://docs.google.com/document/d/1WZrZfR8PfyjG2KACLF4bI3zpGdu6KrivsYwTnhpOL0g/edit?usp=sharing">Anni &#8217;40/&#8217;50: Si coltivava l&#8217;ors</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it/news/news/un-piatto-che-fa-bene-la-minestra-de-dumega/">UN PIATTO CHE FA BENE: LA MINESTRA DE DUMEGA</a> proviene da <a href="https://www.ecomuseoterrazzeretiche.it">Ecomuseo Bianzone</a>.</p>
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