La Bratta è una frazione di Bianzone situata a 1032 metri sul livello del mare e a circa 6 km dal centro abitato. Nonostante le sue origini siano sconosciute, è possibile ricostruire la storia del borgo attraverso le testimonianze degli ex abitanti e la vasta documentazione fotografica e filmata raccolta da don Cirillo Vitalini, sacerdote alla Bratta dal 1939 al 1957.
Un passato di spopolamento e contrabbando
Nel 1939 la Bratta contava circa 400 abitanti e un centinaio di famiglie, ma la popolazione diminuì drasticamente dopo la Seconda Guerra Mondiale a causa dell’emigrazione e del trasferimento a Bianzone. Don Cirillo descrive la Bratta come un insieme di case e contrade con al centro una chiesa (dedicata a Sant’Antonio Abate), una scuola e una canonica.
La vita era difficile per la popolazione, dedita all’agricoltura (coltivazione di segale, grano saraceno, orzo, patate) e all’allevamento di pecore e capre. Durante la guerra la scarsità di beni di prima necessità portò al contrabbando con la Svizzera, scambiando prodotti agricoli con sale.
Terminata la guerra, questa attività si trasformò nel contrabbando di sigarette e caffè, contribuendo all’economia locale. Nonostante l’illegalità il contrabbando non fu duramente osteggiato dalle autorità, probabilmente a causa della grave situazione economica post-bellica e dell’isolamento della comunità, priva di una strada carrabile di collegamento con il paese. La costruzione della strada, iniziata nel 1952, fu una delle principali preoccupazioni di don Cirillo negli ultimi anni del suo ministero.
La rinascita odierna
Nei primi anni ’70 le ultime due famiglie rimaste abbandonarono la Bratta, che rimase disabitata per molti anni. Oggi, tuttavia, una famiglia si è stabilita permanentemente e molte persone tornano durante l’estate per trascorrere periodi di pace nelle case ristrutturate. La frazione si rianima in particolare nel periodo estivo. Fino a qualche anno fa nella seconda metà di agosto veniva organizzata la festa patronale, con la celebrazione della messa nella chiesa di Sant’Antonio e San Bernardo, la degustazione dei tradizionali pizzoccheri e l’organizzazione di giochi di una volta.